sabato 19 novembre 2016


...Scrivere per lui significava una lotta impari ..

“Le sue inclinazioni erano rigorosamente liriche, le descrizioni della natura e delle emozioni gli venivano con sorprendente facilità, ma gli erano invece molto ostici i dettagli quotidiani come, per esempio, aprire o chiudere le porte o scambiare strette di mano se in una stanza c'erano numerosi personaggi e una o due persone dovevano salutarne molte altre. Inoltre Il'ja Borisovic lottava costantemente con i pronomi, come nel caso di «lei», che aveva un modo dispettoso di riferirsi, nella medesima frase, non solo alla protagonista ma anche a sua madre e a sua sorella, cosicché per evitare di ripetere un nome proprio si trovava costretto a scrivere «quella signora» o «la sua interlocutrice» benché di colloqui non ci fosse nemmeno l'ombra.
Scrivere per lui significava una lotta impari contro oggetti indispensabili; i beni di lusso sembravano molto più docili, ma di quando in quando perfino loro si ribellavano, si inceppavano, ostacolavano la libertà di movimento – e ora che aveva laboriosamente messo fine al trambusto del guardaroba ed era in procinto di donare al suo protagonista un elegante bastone, Il'ja Borisovic si dilettava con innocente candore del luccichio del massiccio pomello, senza prevedere, ahimè!, quali pretese avrebbe avanzato quell'articolo di valore, con quanta molesta insistenza avrebbe chiesto di essere menzionato quando Dolinin si fosse risolto a portare in braccio Irina attraverso un ruscello primaverile, avvertendo sotto le sue mani le curve sinuose di quel giovane, agile corpo.”
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“Già quando il protagonista, Dolinin, triste e stanco del mondo, udiva gli squilli di tromba di una nuova vita e (dopo quella sosta quasi fatale al guardaroba) scortava la sua giovane compagna fuori, nella notte di aprile, il romanzo aveva trovato il suo titolo: Labbra contro labbra. Dolinin fece traslocare Irina nel suo appartamento, ma non era ancora successo nulla in senso amatorio, perché lui desiderava che lei venisse nel suo letto spontaneamente, esclamando:
«Prendimi, prendi la mia purezza, prendi il mio tormento. La tua solitudine è la mia solitudine, e, per breve o lungo che sia il tuo amore, sono pronta a tutto perché intorno a noi la primavera ci chiama all'umanità e al bene, perché il cielo e il firmamento irradiano bellezza divina, e perché ti amo».
«Un brano forte» osservò Eufratskij. «Firmamento» presumo «è un gioco su terra firma, vero? Molto forte».”

'Labbra contro labbra' racconto tratto daVladimir Nabokov, “Una bellezza russa e altri racconti.” Adelphi.