venerdì 29 maggio 2015


LA DITTATURA DEL "VEROSIMILE" 

La domanda che mi faccio è: siamo interessati a scoprire dove si cela la menzogna?. La mia sensazione è che siamo condizionati da qualcosa che forse è anche peggio menzogna: parlo del "verosimile" che deriva dal flusso incessante delle informazioni da ogni parte del mondo che rende difficile distinguere la verità dalla menzogna. Inoltre, poichè la  notizia dura 
lo spazio di poche ore, non si ha interesse scoprire la menzogna: è questa l'immunità del mentitore che è incentivato a mentire ancora. La nostra malattia è diventata l'indifferenza per il principio di realtà 
condizionati dal primato della regola per la quale non ci sono fatti, ma solo «inter-
pretazioni», oscuramento dei confini  tra verità e menzogna. Il "vero-
simile" è  una delle grandi fascinazioni del nostro tempo. Il verosimile, ci protegge contro le durezze della realtà perchè lo possiamo manipolare, perchè ci viene fornito a piene mani dai giornalisti e dalla Tv e da Internet, ogni momento. C'è sempre un retroscena che ci fornisce appagamento. Ci cibiamo di falsi che ci vengono presentati come interpretazioni di fatti che spesso sono solo risultato di "credibili ipotesi" nella mente del somministratore. 



martedì 26 maggio 2015



G.K.CHESTERTON IL DOGMATISMO DEL RELATIVISMO

Tutto sarà negato. Tutto diventerà un credo.
"La grande marcia della distruzione intellettuale proseguirà. Tutto sarà negato. Tutto diventerà un credo. È una posizione ragionevole negare le pietre della strada, diventerà un dogma religioso riaffermarle. È una tesi razionale quella che ci vuole tutti immersi in un sogno; sarà una forma assennata di misticismo asserire che siamo tutti svegli. Fuochi verranno attizzati per testimoniare che due più due fa quattro. Spade saranno sguainate per dimostrare che le foglie sono verdi in estate. Noi ci ritroveremo a difendere non solo le incredibili virtù e l’incredibile sensatezza della vita umana, ma qualcosa di ancora più incredibile, questo immenso, impossibile universo che ci fissa in volto. Combatteremo per i prodigi visibili come se fossero invisibili. Guarderemo l’erba e i cieli impossibili con uno strano coraggio. Noi saremo tra quanti hanno visto eppure hanno creduto. È una tesi razionale quella che ci vuole tutti immersi in un sogno; sarà una forma assennata di misticismo asserire che siamo tutti svegli."
 G.K. Chesterton “Eretici”
“The great march of mental destruction will go on. Everything will be denied. Everything will become a creed. It is a reasonable position to deny the stones in the street; it will be a religious dogma to assert them. It is a rational thesis that we are all in a dream; it will be a mystical sanity to say that we are all awake. Fires will be kindled to testify that two and two make four. Swords will be drawn to prove that leaves are green in summer. We shall be left defending, not only the incredible virtues and sanities of human life, but something more incredible still, this huge impossible universe which stares us in the face. We shall fight for visible prodigies as if they were invisible. We shall look on the impossible grass and the skies with a strange courage. We shall be of those who have seen and yet have believed.”
G. K. Chesterton. “Heretics.” 

lunedì 25 maggio 2015

LIBERTÀ DALLA RELIGIONE E  "NUOVA" RELIGIONE 

Io vedo che la pretesa libertà dalla religione, ci sta portando solo a una "nuova religione". La secolarizzazione ha comportato un divorzio profondo fra l’io e la dimensione religiosa, in un percorso per cui la religione, vista sempre più esclusivamente in una dimensione privata, tende a perdere peso come affermazione dei propri valori.  Da qui ne è disceso anche l'affermarsi di una concezione dello Stato non più neutra, bensì portatrice di una visione ideologica (nuova religione) che si traduce in norme basate su una psicologia morale semplicistica, individualistica ed atomistica, in materie etiche riguardanti il nascere (clonazione, aborto, fecondazione artificiale), il vivere (matrimonio, famiglia, sessualità) e il morire (eutanasia). È questa l'alba di una rinnovata civiltà??? Mi chiedo se un corretto concetto di libertà religiosa sia compatibile con questa ideologia, che a volte viene presentata come l’unica voce della razionalità. Mi chiedo cosa stiamo portando alle nuove generazioni che crescono influenzate dall’indifferentismo religioso, e quindi morale.

domenica 24 maggio 2015

I WENT TO THE WOODS ....

"I went to the woods because I wished to live deliberately, to front only the essential facts of life, and see if I could not learn what it had to teach, and not, when I came to die, discover that I had not lived. I did not wish to live what was not life, living is so dear; nor did I wish to practise resignation, unless it was quite necessary. I wanted to live deep and suck out all the marrow of life, to live so sturdily and Spartan-like as to put to rout all that was not life, to cut a broad swath and shave close, to drive life into a corner, and reduce it to its lowest terms.” Henry David ThoreauWalden: Or, Life in the Woods

domenica 10 maggio 2015





RICORDANDO IL 9 MAGGIO 1978 ASSASSINIO MORO 


Arbasino racconta " a caldo" il rapimento Moro nel suo libro "In questo stato".....LA DOMANDA È: COSA È CAMBIATO??
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Cui prodest? Non si è mai visto un "caso" che possa riuscir vantaggioso (come questo) a tutte le forze interne e internazionali pensabili, ed elencabili (anzi, elencate) l'una dopo l'altra: non per niente sono stati citati tutti i servizi stranieri esistenti, nessuno escluso perché magari a qualcuno "non giovava". 
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Però quali nuove alleanze si potrebbero aprire dopo la caduta del sistema di merda a un paese mediterraneo pieno di debiti, privo di cibi propri, non vogliosissimo di lavorare, gremito di lamentele e risentimenti e conflitti, e bisognoso di metalli altrui per dare una ragione d'essere alle proprie fabbriche e ai propri operai, nonché ghiotto di milioni di impieghi un po' finti per tutti i “cittadini che si ritengono intellettuali? 
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Niente America e niente Occidente, d'accordo: ci pagano e per di più ci sfruttano da troppo tempo, e poi si è visto come ci considerano, dei guitti. Anche niente multinazionali, giacché le multinazionali sono ingorde soprattutto di giacimenti (rame cileno, oro sudafricano, petrolio dove ce n'è); ma dove di roba da portar via non ce n'è, e fiorisce il dibattito o abbonda il "discorzo", ivi la multinazionale se ne infischia.
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La società dello spettacolo. Al Capone non era certamente contento che i giornali di Chicago si dilungassero sulle sue imprese. La differenza fra il vecchio gangsterismo e il nuovo terrorismo è invece "situazionistica": si identifica nel bisogno di mass media, di pubblicità, di divulgazione, di "promotion". E i giornali come potrebbero impedire a se stessi di venire usati come tam-tam?
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Lessico familiare. Chiamare "esproprio" (come un procedimento legale) il furto con scasso,
chiamare "esecuzione" (come un'opera di giustizia) il massacro a tradimento, chiamare "commando" (come quelle eroiche pattuglie nei film di guerra) gli armati che ammazzano i disarmati di sorpresa... Che réclame gratuita con poca spesa e fatica: spesso è bastato un candelotto, una bottiglia, una bastonata, una telefonata, un foglietto: ed ecco, ogni volta, gli attesi scioperi, le auspicate proteste; i desiderati stravolgimenti, divulgati e amplificati con tutte le grancasse da tutti i mass media con uno spazio che (secondo le tariffe Sipra) quanti miliardi varrebbe?
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Cioè noi giovani. Parecchi teenagers, a detta dei loro giornali, non sembrano affatto costernati dalla piega presa, perché fondamentalmente contrari al compromesso storico. (E infatti, non di rado, negli ultimi tempi, il "patto a sei", poi "a cinque", fra i partiti, veniva costantemente menzionato fra le cause primarie della disperazione giovanile, accanto al sistema di merda e a
questa vita che schifo.) Ma se per opporsi al cattolicesimo di quel 99% lì, si deve ricascare nell'altro cattolicesimo identico degli unanimismi e degli integralismi e delle emergenze e delle convergenze, sempre cacciando comunque "cani e gatti" dentro lo stesso sacco del 99% forzoso - e sempre "regime” ecco ancora una volta impossibile che la Democrazia continuamente invocata riesca ad assumere le connotazioni finalmente laiche di un bipartitismo fra "interpartiti" ormai tutto sommato simili e affini come laburisti e conservatori in Inghilterra, o repubblicani e democratici negli Stati Uniti. (E a che cosa si devono l'impossibilità del bipartitismo, l'orrore per ogni "alternativa", e il regime del 99%? e che si consideri "una jattura" il mancato 99% nella elezione parlamentare del Presidente, mentre in contesti più sani non pare affatto "jattura" l'elezione popolare del medesimo col 51%? Anche alle "mediazioni" del rapito, o no? E non sarà anche poi tipico che il "mediatore" o "paciere" finisca bastonato dalle due parti?)
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La democrazia ha armi per difendersi. Col cazzo. Se ricordiamo cos'era di sfasciato l'Italia nel '45, e come c'è voluto (in fondo) poco per raggiungere la prosperità del '55, non per pochi ricchi
ma per milioni di poveri che per generazioni non avevano abbastanza da mangiare e adesso si
buttavano di colpo a comprare le cretinate del boom - e facciamo un paragone coi progressi o
regressi degli ultimi dieci anni - ecco che non soltanto la nozione medesima di "progresso" ci risulta un nonsenso di comodo (e infido), ma proprio tutta la nostra crisi attuale ci appare non tanto un fatto economico, bensì innanzitutto un disturbo mentale.
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“Come pesci nell'acqua. Forse non è il caso di evocare sempre i servizi segreti stranieri, in
caso di terrorismi e teppismi squisitamente italiani, e notevolmente spontanei. Solo dal giorno della settimana, infatti, si riesce a distinguere la natura delle grida che salgono dalla strada: se è sabato, è il corteo; se è domenica, sarà la partita. Ma il "sound" degli slogan è identico; l'aggressività è analoga; il vitalismo è il medesimo......E nell'uno e nell'altro caso, ci sono volute forse le Mate Hari per portare tanta gente in strada a battersi? O non saranno le stesse "pulsioni" biologiche - vitalistiche e-o mortuarie - che spingono ogni sabato alla violenza stradale i punks e i rockers attualmente a Londra, e da secoli in Irlanda i protestanti e i cattolici nei giorni sacri ai cortei, agli slogan, ai massacri?
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L'Italia reagisce. Le reazioni del Paese. Quando appaiono questi titoli sui giornali, allora si può star tranquilli. "Reagisce" e "reazione" infatti non significa più affatto "alla aggressione il popolo si ribella", "gli ha dato uno schiaffo e lui ha risposto con un pugno", "il medicamento ha avuto l'effetto di una sferzata sull'organismo". No. "Reagisce" e "reazione" significano piuttosto "non ha mosso un dito", "non ha fatto una piega", "non sono cambiati i programmi per le vacanze".”
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Un uomo è un uomo. E vi stupireste, se fra qualche tempo Moro tornasse improvvisamente a casa in pigiama - a costo di venir poi tenuto in pigiama dai suoi amici per sempre - mentre contemporaneamente si verificano alcune inopinate evasioni in massa dai più importanti carceri
d'Italia? Per chi suona la campana. Il rapimento di Moro provoca in Italia un'aggregazione di una
parte della sinistra e la disgregazione di un'altra parte. In Francia fa vincere le elezioni al centro-
destra, e la soddisfazione dei Rothschild la ritroveremo direttamente nei manuali di storia. In
Germania si vedrà presto a chi giova, se alla rivoluzione o se a Strauss. Ma che una stessa causa
rossa conduca i brigatisti al processo di Torino, e nello stesso tempo faccia un così grosso favore a Giscard, questo sembra uno dei massimi misteri della Realpolitik onirica del nostro tempo.
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sabato 9 maggio 2015




ELEZIONI INGLESI: UNA LEZIONE PER L'ITALIA? 

Le elezioni si vincono al centro. Sei mesi fa, Tony Blair lo aveva previsto:  vinceranno i conservatori perché la sinistra è aggrappata ai soliti schemi (capito Bersani, Fassina e compagnia?). Ed Miliband era orgoglioso di aver “voltato pagina” rispetto alla stagione del New Labour di Tony Blair, troppo "mercatista". Il risultato è che Miliband ha preso quasi cento seggi in meno rispetto ai conservatori, il superkeynesista Ed Balls non è stato neanche rieletto. La decisione di Miliband di spostare a sinistra il Labour, rinunciando alla “big tent”  laburista delle vittorie negli  anni Novanta, è stata disastrosa.  Miliband non ha voluto riconoscere gli errori del governo laburista di Gordon Brown, così il suo Labour ha perso in modo più brutale di quanto già avesse Brown. Miliband ha riportato il partito alla visione degli anni Settanta, convinto com’era che ci fosse un parallelo tra la crisi di allora e quella di adesso: bisognava fare una rivoluzione come la Thatcher, ma di sinistra, con la retorica vetero-laburista della diseguaglianza e dell’anti mercato, e dello statalismo di risulta. Una scelta disastrosa. 

martedì 5 maggio 2015



MINORANZA PD? INUTILE E DANNOSA 

Si grida al golpe, si chiede alla gente di scendere in piazza, ad ogni decisione del Parlamento. Così è stato per il Jobs Act, e ora per le riforma elettorale, e per le altre riforme costituzionali.  All'interno del Pd "la minoranza" si agita scompostamente.  Minoranza surreale che chiede il listino bloccato al posto dei capilista bloccati e qualche preferenza in più nella legge elettorale??? Ma non sono gli stessi - quelli che oggi chiedono più preferenze e che si ribellano a una legge elettorale con il premio di lista - che anni fa gridavano allo scandalo delle preferenze (da Bersani a D’Alema) e sparavano contro il premio alla coalizione e firmavano nel 2007, (Bindi e Letta compresi) il referendum presentato da Guzzetta e da Segni per eliminare dalla legge elettorale il premio di coalizione. Ma non è che con questo "suicidio parlamentare" la sinistra del Pd si muova per il bisogno disperato di mettere in scena un rituale solo per dire che non è sparita nella assoluta inconsistenza?
Ma questa scena è solo il sintomo di un male profondo che nasce dalla fondazione del Pd che non ha saputo e voluto fare una scelta chiara come partito, liberandosi del passato. 
Il nuovo partito non ha voluto scegliere la strada della socialdemocratizzazione della Sinistra italiana, rifiutando una occidentalizzazione della sua cultura e prassi politica, rinviando l'entrata nel circuito del socialismo europeo. L' idea di rifondare la Sinistra dopo l’89 partendo dalla  esaltazione della propria “diversità”,  ponendo la  “questione morale” come criterio di discriminazione politica, senza voler affrontare criticamente la propria storia "comunista" ha bruciato sistematicamente tutte le ipotesi rifondative.  Oggi nella sinistra c'è di tutto, e tutto è spezzettato, frammentato, senza nessuna idea di ricomposizione: dalla Sinistra “liberal” a quella antagonista, dalla indignazione grillista al banchiere e tecnocrate “democratico”, dal cattolico integralista al laico puro, dal “democrat” neo-kennediano al socialista europeo. Per venti anni l'unica composizione è stata intorno all'antiberlusconismo. Il Pd paga oggi per  le scelte identitarie mai fatte, per le  visioni deboli e distorte da una interpretazione passatista circa il governo della globalità, per l'indebolimento della presenza nei territori a vantaggio delle burocrazie, che si rivelano, come tutte le burocrazie (alla faccia della diversità), spesso corrotte. Il Pd non può reggere se non  spiega  una volta per tutte chi si propone di  rappresentare, con quali obiettivi e come vuole raggiungerli, per dire quale soggetto voglia essere. Manca il "chi è". La "sinistra" dei Fassina, Cuperlo, Civati, Etc. niente dice di questo. Allora si trastulla col tattiticismo antirenziano della preferenza in più. Per non dire del circo di cui questi sono succubi formato da magistrati in cerca di notorietà, giornalisti di parte, conduttori di talk show, attori e cantanti adorati come feticci, senza vedere che questi sono sempre pronti a voltare le spalle in favore della notorietà (e soldi) che porta loro ogni entrata in scena di un nuovo paladino di "morale e giustizia".

lunedì 4 maggio 2015




"ALTRA EUROPA" MA DI COSA PARLIAMO ??? 

E poi con TZIPRAS??? Aiuto! NoMacDonald e NoCocaCola?? Ahahah!!!! I "casseur" erano tutti o fascisti o poliziotti.... E dire "casseur" con la boccuccia. Amo la neolingua politicamente corretta. Così tutti contenti. Ci diciamo balle. Pacifica democratica dimostrazione. Colpa di infiltrati violenti...Gli infiltrati ci sono ma alcuni di quelli che hanno organizzato le "pacifiche" manifestazioni sanno benissimo chi sono e che cosa succederà. .. sono complici, conniventi, se non promotori. Alcuni degli organizzatori sono faccia "legale" e buona della protesta che in realtà ha lo scopo di mascherare la violenza pianificata e organizzata. Alcuni organizzatori hanno "ospitato" nelle proprie sedi gli arsenali. Poi ci sono le "anime belle" in corteo che si fanno abbindolare dalle "legittime" parole d'ordine di no questo no quello. INCOMINCIAMO A DIRE IN PIAZZA CON QUELLI MAI a meno di organizzare con SERVIZIO D'ORDINE come ai vecchi tempi e pestare "democraticamente" di santa ragione gli "infiltrati". TUTTO QUESTO PER NO MAC DONALD E NO COCA COLA...SUVVIA!!!
Paolo Ceruti
Confondere la manifestazione NO Expo con le azioni dei casseur ( Black bloc ecc.) è una strumentalizzazione per non rispondere ai problemi posti dai manifestanti. Ero presente al corteo ( tra l'altro separato in più tronconi), con "L',Altra Europa" ( c'erano Aet di Brescia, Bergamo, Pavia, Lodi, Varese, Como, Milano con Forenza e Viale) e a parte i casseur nessuno, tra i circa 20 mila partecipanti, si è sognato nè di condvidere le loro stupide azioni e neppure di sostenerle o proteggerle. Questa è la verità ma evidentemente non rientra negli schemi di chi vuole criminalizzare i No Expo e non solo