lunedì 22 settembre 2014




DISCUSSIONE ART. 18 (Settembre 17-18, 2014)

"La maggior parte delle aziende italiane hanno meno di 15 dipendenti, dunque lì non si applica l'articolo 18. Quelle aziende hanno aumentato l'occupazione in questi anni? Ma per piacere...Che cosa credono in Europa? Che gli italiani siano coglioni?"(Maurizio Landini)
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  • Gigi Bassanetti Proprio per questo non siamo credibili......
  • Antonella De Venere Landini è uno col pelo sullo stomaco, peccato che tra i sindacalisti sia forse l' unico che non scende a patti, avercene!
  • Gerry Uboldi anche se non abbiamo l'art 18 licenziare i lavativi e' comunque difficile ed oneroso,e ricordatevi che un imprenditore e' felice quando assume non quando licenzia ,a meno che la persona della quale si fa a meno e' un lavativo
  • Paolo Bolzani art. 18??? Ma che fanno sindacati e imprese? Poveri noi: scioperi inutili firmati Landini Camusso!! Il centro e' e resta la produttività e la remunerazione del lavoro legata alla produttivita' per avere salari migliori. Bisogna rivedere la contrattazione collettiva, in autonomia dalla politica, ridando spazio a quella aziendale per coordinare lavoro e sforzo sviluppistico di ogni singola impresa.
  • Gianfranco Giudice Il punto è che creare occupazione riducendo i diritti è pura illusione, senza politiche industriali serie, investimenti in ricerca e sviluppo non si va da nessuna parte. Anche la riduzione delle tasse sulle imprese, pur utile, non basta.L'articolo 18 è un totem e basta.
  • Paolo Bolzani Bisogna ragionare sul come e perche' si fanno o no investimenti. L'imprenditore decide sulla base delle attese di domanda, ma anche in base ai vincoli nella gestione dell'investimento. Troppe complicazioni legislative (ad es. per ottenere permessi ed autorizzazioni) e nel governo della forza lavoro. Il non poter licenziare se le cose vanno male, risarcendo, e' un fattore.
  • Gianfranco Giudice Appunto, al massimo è un fattore, poi ce ne sono molti altri...nei fatti è l'unico terreno sul quale si interviene da anni, riducendo i diritti e precarizzando il lavoro, senza ottenere alcun risultato in termini di crescita, forse non è la strada giusta. In ogni caso l'obiezione di Landini mi sembra giustissima, nelle imprese sotto i 15 dipendenti l'articolo 18 non si applica ma l'occupazione non cresce lo stesso, dunque quel fattore quantomeno non è decisivo, è solo, ripeto, una bandiera ideologica. In Germania, per esempio, dove pure le cose vanno molto meglio che in Italia, non è che licenzi un lavoratore come e quando vuoi.
  • Gerry Uboldi in germania certi comportamenti sono assai piu' limitati che da noi e comunque tutti i tecnici tedeschi che vengono da me in ditta dicono che in nessuna parte del mondo si lavora con l'abilita' e la costanza che riscontrano loro nelle tre province di como milano e varese ,gia' a prato o vicenza e' un altro mondo ,all'estero poi non parliamone ,parole loro,percio' la non competitivita' va cercata in gran parte al di fuori delle aziende
  • Umberto Imperiali Scusate, ma davvero qualcuno crede che il problema industriale-economico italiano abbia a che fare col licenziamento di qualche 'fannullone'... Accecati da decenni ormai di ideologia neoliberista (ideologia che col libero mercato c'entra come i cavoli a merenda)
  • Gigi Bassanetti Non riesco proprio a capire perché questo governo, alla spasmodica ricerca della competitività e flessibilità del lavoro, non inizia ad occuparsi dei milioni di propri dipendenti pubblici e solo i "privati" debbano essere i responsabili della mancata crescita del Paese .......
  • Paolo Bolzani Questo governo e nessun governo puo' creare lavoro. E' il mercato che crea lavoro. Il lavoro non e' un diritto, non una "proprieta' " del lavoratore. Occorre favorire le condizioni perche' l'impresa crei lavoro. Il sindacato, in una situazione in cui il capitale risparmia lavoro con la rivoluzione continua della innovazione tecnologica, non puo' solo arrocarsi a difendere posti lavoro, comunque, anche se improduttivi. In Germania il sindacato negozia, da noi no. I Landini e Camusso fanno spostare le fabbriche altrove. Siamo un paese manifatturiero, tra un po' ex manifatturiero, con un contributo non secondario di " questo" sindacato. Caro Gianfranco, la "precarizzazione" del lavoro non la creano le leggi, ma l'incertezza e le dinamiche di mercato. Quanti sono i lavoratori con i mini jobs da 450 euro al mese in Germania? 7 milioni?.
  • Gianfranco Giudice Il sindacato in Germania negozia, ed i Governi tedeschi fanno politiche industriali, cosa che in Italia non accade da qualche decennio. In questo modo lo Stato favorisce l'occupazione, che poi il mercato crea. Intervenendo solo dal lato del mercato del lavoro non si va da nessuna parte, in Germania lo hanno fatto ma non si sono limitati a questo. Se invece pensiamo che tutta la responsabilità sia del sindacato, credo che oltre a perpetuare un luogo comune, non faremo che continuare col declino.
  • Gerry Uboldi il sindacato di responsabilita' ne ha da vendere ma la verita' sta nel mezzo .di certo ci sono molti imprenditori che usano la propria azienda solo per fare cassa,sottocapitalizzandola prelevando per se stipenti altissimi anche se la ditta non e' florida .al minimo scossone il castello cade,e magari trascina con se altre realta' che di per se sono sanissime.bisogna intervenire da ambo le parti ma sopratutto ridurre drasticamente la tassazione indiretta che nulla ha a che vedere con la tassazione degli utili es accise sulla corrente
  • Paolo Bolzani Non ho detto che la responsabilita' e' "tutta" del sindacato. Ma anche. Ma io non sono per "ci vuole altro" quando si parla di lavoro ritengo che dobbiamo pensare a chi non ha alcuna protezione contrattuale che rappresenta quasi il 50% della forza lavoro. Questo non risolve il problema della produttività e della remunerazione del lavoro legata alla produttivita' per avere salari migliori. Come ho detto e scusate se mi ripeto bisogna che sindacato e impresa rivedano la contrattazione collettiva, in autonomia dalla politica, ridando spazio a quella aziendale per coordinare lavoro e sforzo sviluppistico di ogni singola impresa.
  • Gianfranco Giudice Ed io non sono per fare sempre le stesse cose, da vent'anni a questa parte...il risultato è che chi ha tutele se le vede erose progressivamente e chi non le ha continua a non averle e sta sempre peggio.
  • Paolo Bolzani Sempre su Germania...Il mercato del lavoro tedesco è stato ridisegnato dai pacchetti Hartz, dal nome dell’ex capo del personale Volkswagen che, nel 1999, vincendo su un sindacato all’inizio riottoso, cambiò dalle fondamenta le relazioni industriali. Propose uno schema per il quale si impiegavano disoccupati con un costo del lavoro inferiore sino al 30% dei loro colleghi ipertutelati, vincolati a un obiettivo quantitativo di auto da costruire anche a costo di sfondare fino a 42 ore settimanali e festivi compresi i limiti dell’orario contrattuale nazionale. L’esempio fu poi seguito da moltissime grandi e medie imprese germaniche.
  • Gianfranco Giudice Paolo io dissento dal concetto di "ipertutelati", si tratta di diritti acquisiti con dure lotte, certo corrispondevano ad una fase diversa nella divisione del reddito tra capitale e lavoro, oggi il patto va riscritto partendo dalla realtà attuale nella economia globale, ma questo in Germania lo hanno fatto anche con politiche industriali serie, non solo riducendo salari e diritti, in Italia si fa solo questo e non funziona, al di là dei giudizi politici e morali. L'Italia non potrà mai competere riducendo solo il costo del lavoro, se dobbiamo confrontarci con paesi come Cina, India ma anche Polonia, a meno che non portiamo la gente alla fame e deprimiamo per sempre la domanda interna, col che la stagnazione economica non finirà mai. Chi compera le auto se guadagni 500 euro al mese? Questo io penso.
  • Paolo Bolzani Il governo deve comunque prendere decisioni per i non tutelati. Vediamo cosa ne emerge. Con questi sindacati ce la meniamo da vent'anni e niente viene fuori se non:art. 18 non si tocca.
  • Paolo Bolzani Che piangere fa Cofferati che dice che con l'emendamento il Governo cancella reintegro anche nel caso di lic. discriminatorio. Fa finta di non conoscere art. 3 della legge 108/1990. Balle balle pur di colpire il nemico. E' arrivata anche la Magistratura sul padre. A quando lo stalliere?.
  • Gianfranco Giudice A me piace ragionare di fatti, certamente non conta nulla il colore di queste vicende, per me è sempre stato così, anche con Craxi e Berlusconi, l'unica cosa che conta è il merito politico.
  • Marco Short Arm Castelnuovo scusate,,,proprio stamattina sul radio 1 han detto che il famigerato articolo 18 sono 30 trenta pagine. Ma sanno che parte vogliono abolire o no?