venerdì 19 settembre 2014



SUPERARE IL CINISMO DI OGGI?


Il cinico oggi, secondo il filosofo P. Sloterdijk ( Critica della ragion cinica, trad. it. Garzanti, Milano 1992) è colui che riveste una posizione di potere: “Il cinismo diffuso ha ormai conquistato le posizioni chiave della società: presidenze, parlamenti, comitati di controllo, direzioni aziendali, lettorati, studi professionali, facoltà universitarie, segreterie di produzione e redazioni”. Cinico è colui che ammanta la propria azione (improntata al più duro, privo di scrupoli, calcolatore, realismo) con una giustificazione moralistica relativa al suo fine. Cinico sarebbe chi, in nome dell’Ideale, piega il proprio agire ai principi più bassi e brutali della realtà. Secondo il filosofo la salvezza e' tornare agli antichi, a quell’antico cinismo che dileggiava i potenti e irrideva il potere. Tornare al cinismo contro il moralismo dei fini: irriderli come ci suggerisce Ivan Illich (I. Illich, La convivialità, trad. it. Boroli, Milano 2005) raggiungere una nuova condizione di convivialità che si collega all'antico Convivio di Platone). Criticare e andare oltre agli strumenti della morale e del potere: lo sviluppo industriale selvaggio, un sistema scolastico ed educativo fallimentare, una crescita economica giunta ormai ai suoi limiti. Essere liberi, autonomi e creativi, dice IllichTornare allo spirito cinico del Dialoghi dei morti di Luciano di Samosata (II secolo d. C.) per far sopravvivere lo spirito cinico antico, incarnato nel personaggio del filosofo Menippo di Gadara. Nell’Ade, di fronte ai lamenti di coloro che erano, da vivi, ricchi e potenti, Menippo oppone la sua risata di feroce cinismo «Menippo [...] se hai deriso a sufficienza le cose della Terra [...] qui non cesserai sicuramente di ridere, come ora faccio io, e soprattutto quando vedrai che i ricchi, i satrapi, i tiranni sono tanto insignificanti e anonimi, distinguibili solo per i loro gemiti, e che sono deboli e vili quando ricordano le cose di lassù […]» (Dialoghi dei morti, I, 1).