venerdì 16 ottobre 2026

MANLINESS (2006) Harvey Mansfield


MANLINESS  (2006)

Harvey Mansfield

Recensione

«La nostra società ha adottato, senza quasi accorgersi della grandezza del cambiamento, una pratica di uguaglianza tra i sessi mai vista prima in tutta la storia umana.» Harvey Mansfield Manliness (2006)

Harvey Mansfield ha scritto esattamente questo, più volte, a partire dalla fine degli anni Novanta.

Non è un’iperbole. È una constatazione storica. Tutte le società umane documentate, fino a un secolo fa, erano in qualche misura patriarcali: il potere politico, militare e, nella stragrande maggioranza dei casi, anche quello economico formale era detenuto dai maschi. Esistevano società con maggiore o minore rigidità, con spazi di influenza femminile più o meno ampi (spesso legati alla parentela o alla religione), ma non esisteva nessuna società che avesse adottato come principio organizzativo l’intercambiabilità dei sessi e la neutralità di genere. Questo è un esperimento nuovo, e lo è in modo radicale.

Mansfield non proponeva un ritorno al passato. Scriveva esplicitamente che le donne non sarebbero tornate in cucina e che non era sua intenzione opporsi al cambiamento.

L’uguaglianza formale di diritti e opportunità è un progresso reale, irreversibile e, per la stragrande maggioranza delle persone, desiderabile. Nessuno serio vuole tornare a un regime in cui le donne non possono possedere proprietà, studiare o uscire di casa. Il problema non è quello.

Il problema è il modello ideologico che ha accompagnato questa uguaglianza: la pretesa che i sessi siano intercambiabili, che le differenze medie siano quasi interamente sociali, e che ogni scarto residuo debba essere trattato come prova di ingiustizia da correggere con ulteriori interventi. Questo modello non è sostenuto dalla psicologia, dalla biologia evolutiva, dalla genetica comportamentale né dall’osservazione delle società più egualitarie del pianeta. Produce costi che non erano stati pienamente anticipati: collasso demografico, segregazione orizzontale che non scompare, tensioni nel mercato dell’accoppiamento, difficoltà maschili nell’istruzione, e una certa erosione della complementarità che rendeva le relazioni più stabili (anche se meno “giuste” secondo i criteri moderni).

Mansfield aveva ragione sul carattere storico senza precedenti e sulla sottovalutazione delle conseguenze. La scienza successiva gli ha dato più ragione di quanto l’intellighenzia progressista fosse disposta a concedere. Il dibattito oggi non è più se le differenze esistano, ma quanto siano plastiche, quanto peso abbiano rispetto alla cultura, e come costruire istituzioni che le riconoscano senza negare l’uguaglianza di diritti. Quello che non funziona più è fingere che non esistano.l


Inglese

«Today the very word manliness seems quaint and obsolete. We are in the process of making the English language gender-neutral, and manliness, the quality of one gender, or rather, of one sex, seems to describe the essence of the enemy we are attacking, the evil we are eradicating.»

Italiano

«Oggi la stessa parola “virilità” (o “manliness”) sembra pittoresca e obsoleta. Stiamo rendendo la lingua inglese neutra rispetto al genere, e la virilità, qualità di un solo genere o, più correttamente, di un solo sesso, sembra incarnare l’essenza stessa del nemico che stiamo attaccando, del male che stiamo cercando di estirpare.»

Commento

È l’apertura del libro. Mansfield nota che non si tratta solo di un cambiamento linguistico, ma di un’operazione culturale: la parola che designa una qualità tipicamente maschile è diventata sospetta di per sé. Il fatto che si cerchi di sostituirla con termini neutri (“coraggio”, “assertività”, “leadership”) rivela la volontà di cancellare l’associazione tra quella qualità e il sesso maschile. È il primo segnale del progetto di neutralità di genere.

2.

Inglese

«We today inhabit a society with a very new justice, long overdue: the gender-neutral society. In this new society your sex does not determine your rights, your duties, or your place.»

Italiano

«Oggi viviamo in una società che pratica una giustizia del tutto nuova, attesa da tempo: la società gender-neutral. In questa nuova società il tuo sesso non determina più i tuoi diritti, i tuoi doveri o il tuo posto.»

Commento

Qui Mansfield riconosce che l’uguaglianza formale è un progresso (“long overdue”). Allo stesso tempo sottolinea la novità radicale: per la prima volta nella storia il sesso biologico cessa di essere un criterio rilevante per l’assegnazione di ruoli, diritti e doveri. È la formulazione più precisa del carattere “senza precedenti” di cui parlava nei saggi precedenti.

3.

Inglese

«This really is something new in human history. The radical and revolutionary character of gender-neutral society is obvious and yet very little appreciated. People don’t realize that we’re undergoing a great experiment, and it’s not regarded as an experiment.»

Italiano

«Questa è davvero una cosa nuova nella storia umana. Il carattere radicale e rivoluzionario della società gender-neutral è evidente eppure pochissimo compreso. La gente non si rende conto che stiamo conducendo un grande esperimento, e non viene nemmeno considerato un esperimento.»

Commento

È il punto centrale della tua citazione iniziale. Mansfield insiste sul fatto che stiamo facendo qualcosa di storicamente inedito senza averne piena consapevolezza. Non si tratta di un semplice “progresso” inevitabile, ma di un esperimento sociale le cui conseguenze non sono ancora del tutto note. Questa è la tesi più forte e più controversa del libro.

4.

Inglese

«Women still rather like housework, changing diapers, and manly men. The capacities and inclinations of the sexes do not differ exactly or universally, but they do seem to differ. These differences are, one could say, all the more impressive now that they are no longer supported, indeed now that they are denied or opposed, by society’s ruling conventions.»

Italiano

«Le donne continuano piuttosto ad apprezzare i lavori di casa, cambiare i pannolini e gli uomini virili. Le capacità e le inclinazioni dei due sessi non differiscono in modo esatto o universale, ma sembrano comunque differire. Queste differenze, si potrebbe dire, sono tanto più impressionanti proprio perché non sono più sostenute, anzi perché sono negate o contrastate, dalle convenzioni dominanti della società.»

Commento

Mansfield sostiene che le differenze medie di preferenze e inclinazioni persistono anche quando la società smette di incoraggiarle e cerca attivamente di cancellarle. Il fatto che resistano nonostante la pressione culturale contraria le rende, secondo lui, più significative, non meno. È una tesi che anticipa di diversi anni il cosiddetto “gender-equality paradox” emerso poi nella ricerca empirica.

5.

Inglese

«Men reject and resist the expectation that they should abandon their manliness. They do not so much mind sharing their traditional opportunities with whoever can exploit them… But they draw the line at doing what women have left behind.»

Italiano

«Gli uomini rifiutano e resistono all’aspettativa di abbandonare la loro virilità. Non hanno troppo problema a condividere le opportunità tradizionalmente maschili con chiunque sia in grado di sfruttarle… Ma tirano una linea netta quando si tratta di fare ciò che le donne hanno lasciato indietro.»

Commento

Qui Mansfield descrive una resistenza asimmetrica. Gli uomini accettano (in larga misura) che le donne entrino nei campi un tempo maschili, ma rifiutano in massa di assumere i ruoli e le attività che le donne abbandonano o considerano meno desiderabili (soprattutto quelli legati alla cura e alla domesticità). Questo, secondo lui, spiega perché la neutralità di genere non produca i risultati simmetrici che si aspettava.