mercoledì 7 novembre 2018


E POI C'ERA IL BRUTTO TEMPO.
Estratto da "Festa Mobile"
Ernest Hemingway
 "E poi c’era il brutto tempo. Arrivava da un giorno all’altro, per la pioggia, e il vento freddo strappava le foglie degli alberi della place de la Contrescarpe. Le foglie giacevano fradice nella pioggia e il vento sbatteva la pioggia contro il grande autobus verde al capolinea e il Café des Amateurs era pieno di gente e le caffè triste e mal gestito, dove si ammassavano gli ubriachi di tutto il quartiere, e io me ne stavo alla larga per via dell’odore di sporco della gente e l’odore acido degli ubriachi. Gli uomini e le donne che frequentavano l’Amateur erano sempre ubriachi, o comunque sempre per quanto potevano permetterselo; più che altro di vino, che comperavano a mezzi litri o a litri. C’e- rano anche le pubblicità di aperitivi dai nomi strani, ma pochi potevano permettersi se non come base per costruirci su le loro sbornie di vino. Le donne ubriache erano chiamate poivrottes, che voleva dire ubriacone......Tutta la tristezza della città arrivò all’improvviso con le prime piogge fredde dell’inverno, e non c’erano più le cime delle alte case bianche quando si passava ma solo il nero bagnato della strada e le porte chiuse dei negozietti – i verdurai, la cartoleria e i giornalai, la levatrice (seconda classe) – e l’albergo dov’era morto Verlaine dove all’ultimo piano avevi una stanza dove lavoravi."