domenica 1 ottobre 2017




CATALOGNA
di Franco Cazzaniga
Il principio della "volontà dei popoli" ha senso laddove una popolazione è stata oppressa o sfruttata da una potenza coloniale o da un invasore che ne ha conculcato i diritti. Ha senso in Kurdistan, ma non ha già più senso in India, e ne ha ancor meno in Europa. 
Siamo cittadini e individui, non membra di qualche corpo, ed è come cittadini e individui che godiamo dei nostri diritti.
Nei paesi democratici e liberali quelli che contano sono i diritti individuali, che non dipendono da luogo di residenza. Una Catalogna indipendente significa meno diritti in Catalogna per il residente di Madrid. Che quindi ha anche lui il diritto di dire la sua. 
Le uniche secessioni ammissibili sono quelle consensuali, come avvenne in Cecoslovacchia. E questo sul piano etico e dei diritti.
C'è anche il piano legale: la Costituzione spagnola non prevede la secessione (Costituzione che fu votata a maggioranza schiacciante anche in Catalogna), quindi prima di parlare di secessione va cambiata.
Ma c'è ancora di più: siamo in un contenente che vorrebbe integrarsi, nel quale gli Stati-Nazione hanno sempre meno senso e ne creiamo un altro? E dopo la Catalogna quale ancora? Costruiremo nuovi muri per dare spazio a qualche politico assetato di potere? Roba da folli: togliere libertà agli individui per compiacere un assurdo senso di appartenenza.
Il separatismo è la malattia senile del nazionalismo.
Sto leggendo che la Catalogna andava fatta esprimere, che poi i bambini si agitano e con le botte non si risolve niente.
Vorrei continuare a scherzarci sopra e dirvi che pure io e tutti i miei vicini abbiamo deciso di staccarci dal Comune di Forlì, così i fondi europei saranno nostri, ma preferisco postare il commento del mio amico, il Prof Franco Cazzaniga.

"Quello che mi stupisce, e che mi lascia molto perplesso anche fra gli amici, è che il punto di vista della legalità formale interessi così poco e che la preminenza del diritto degli individui su quello dei gruppi sia così facilmente calpestata.
Il referendum è puramente e semplicemente un atto illegale, e la Catalogna, popolo o non popolo è solo una regione della Spagna, non una colonia (che cosa accadde nel 1700 è irrilevante, quello che  è accaduto dopo la caduta del franchismo, invece, lo è), Senza contare il fatto che in un paese laico e liberale la "nazionalità", come la religione, non è un fattore di distinzione.
L'autonomia si discute all'interno del quadro istituzionale, non fuori: le costituzioni servono proprio a questo, non per essere usate e dismesse secondo l'opportunità politica.
Poi il separatismo può anche essere combattuto con argomenti altrettanto demagogici, minacce e promesse. Ma, a parte il fatto che per questa via i fossati si scavano e non si colmano, a noi che siamo spettatori, che cosa importa?

A me sembra molto più importante guardare la cosa con un po' più di distacco, ricordando che il "diritto alla secessione" tale non è. I diritti in un paese democratico li stabilisce la costituzione, non il "popolo sovrano", che è solo una figura retorica".