giovedì 21 maggio 2026

TUTTI GLI UOMINI... Estratto da "Non si scherza con l'amore" Alfred de Musset



TUTTI GLI UOMINI...

Estratto da "Non si scherza con l'amore"

Alfred de Musset 


Il personaggio Perdican nell’atto II, scena 5 della commedia “On ne badine pas avec l’amour” (Non si scherza con l’amore), scritta da Alfred de Musset nel 1834.

«Tutti gli uomini sono bugiardi, incostanti, falsi, chiacchieroni, ipocriti, orgogliosi e vigliacchi, spregevoli e sensuali; tutte le donne sono perfide, artificiose, vanitose, curiose e depravate; il mondo non è che una fogna senza fondo dove i foche più informi strisciano e si contorcono su montagne di fango; ma c’è al mondo una cosa santa e sublime, ed è l’unione di due di questi esseri così imperfetti e così orribili. Spesso si viene ingannati in amore, spesso feriti e spesso infelici; ma si ama, e quando si è sul bordo della propria tomba, ci si volta per guardare indietro e si dice: ho sofferto spesso, mi sono sbagliato talvolta, ma ho amato. Sono io che ho vissuto, e non un essere fittizio creato dal mio orgoglio e dalla mia noia.»


Si tratta di una celebre tirata del personaggio Perdican.

Questa è una delle pagine più belle e contraddittorie della letteratura romantica francese. Musset (o meglio, il suo personaggio) parte da un pessimismo feroce — quasi misantropo — sulla natura umana: uomini e donne vengono dipinti con tutti i vizi possibili, il mondo è una fogna disgustosa.

E poi, con un colpo di scena retorico geniale, rovescia tutto: proprio nell’unione di due esseri così imperfetti si trova l’unica cosa santa e sublime che esista.

È un inno all’amore realistico, non idealizzato. Non dice “l’amore è perfetto”, ma “l’amore vale comunque la pena, nonostante tutto”. Accetta l’inganno, la sofferenza, le ferite, eppure conclude con una dichiarazione di vita piena: «C’est moi qui ai vécu» — ho vissuto davvero, non ho solo recitato una parte.

È un testo profondamente umano: riconosce la meschinità del mondo e della nostra natura, ma sceglie di celebrare l’amore proprio per questo, non nonostante questo.

Musset lo scrisse dopo la turbolenta storia con George Sand, in un periodo di grande disillusione personale. Eppure proprio da quella disillusione nasce questa straordinaria affermazione di vitalità.

Una delle più grandi dichiarazioni d’amore della letteratura: cinica nella forma, profondamente romantica nella sostanza.