Eraclito diceva che nessuno si bagna due volte nello stesso fiume.
Per Eraclito la realtà è divenire, non essere statico. Tutto è in costante flusso (panta rhei – «tutto scorre»). L’apparente stabilità delle cose è un’illusione: il fiume esiste proprio perché l’acqua scorre. Se l’acqua si fermasse, non sarebbe più un fiume.
Il fiume cambia. Anche la persona cambia. Tuttavia, molte volte continuiamo a giudicarci per errori commessi anni fa, come se fossimo ancora esattamente la stessa persona. Forse una delle forme più ingiuste di vivere consiste proprio nel negarci il diritto di cambiare.
La maturità non consiste nel non commettere più errori, ma nel riconoscere che l’“io” che li ha commessi non è più esattamente lo stesso che li sta giudicando oggi. Permettersi di cambiare non è tradire se stessi, ma onorare la propria natura fluida.
Nota
Eraclito non ha lasciato scritti completi, solo frammenti riportati da autori successivi. Le versioni più attendibili sono:
«Su coloro che entrano negli stessi fiumi scorrono acque sempre diverse» (Frammento B12).
«Non è possibile scendere due volte nello stesso fiume» (versione riportata da Plutarco).
Una variante più profonda: «Noi entriamo e non entriamo negli stessi fiumi, siamo e non siamo».
"Non si può discendere due volte nel medesimo fiume" (frammento 91).
