venerdì 31 luglio 2026

AMO L'UMANITÀ Estratto da I FRATELLI KARAMAZOV Fëdor Dostoevskij



AMO L'UMANITÀ 

Estratto da I FRATELLI KARAMAZOV

Fëdor Dostoevskij 

[...]Amo l'umanità, ma, a sorpresa mia, quanto più amo l'umanità in generale, tanto meno affetto mi ispirano le persone in particolare, individualmente. Più di una volta ho sognato appassionatamente di servire l'umanità, e forse sarei persino salito sul calvario per i miei simili, se fosse stato necessario; ma non riesco a vivere due giorni di seguito con una persona nella stessa stanza: lo so per esperienza. Quando noto la presenza di qualcuno vicino a me, sento limitata la mia libertà e ferito il mio amor proprio. In ventiquattro ore posso prendere in antipatia le persone più eccellenti: una perché rimane troppo tempo a tavola, un'altra perché ha il raffreddore e non fa altro che starnutire. Appena entro in contatto con gli uomini, mi sento loro nemico. Tuttavia, quanto più detesto l'individuo, più ardente è il mio amore per l'insieme dell'umanità".[...]

È una delle citazioni più acute e inquietanti de I Fratelli Karamazov.

Nel romanzo viene riferita dallo starec Zosima, che racconta di un medico (uomo colto e non banale) il quale, con amara ironia, confessava precisamente questo: più s’infiammava d’amore astratto per l’umanità intera, più diventava intollerante, irritabile e persino ostile verso gli individui concreti che gli stavano vicino.

Dostoevskij non sta semplicemente denunciando l’ipocrisia. Sta mettendo a nudo una tentazione tipicamente moderna (e molto “intellettuale”): l’amore per l’Idea dell’Uomo, che è facile, elevante, quasi religioso, e che però spesso serve a giustificare il disprezzo, l’indifferenza o l’odio verso gli uomini reali, con i loro raffreddori, le loro manie a tavola, i loro limiti quotidiani.