martedì 2 giugno 2020


DIARI INTIMI
CHARLES BAUDELAIRE


Traduzione dall’originale francese Journaux intimes
di Marco Vignolo Gargini [www.romanzieri.com]

RAZZI [1]

RAZZI

Quand’anche Dio non esistesse, la Religione sarebbe ancora Santa e Divina.

Dio è il solo essere che, per regnare, non abbia affatto bisogno d’esistere.

Ciò che è creato dallo spirito è più vivo della materia.

L’amore è il gusto della prostituzione. Non v’è piacere nobile che non possa essere ricondotto alla Prostituzione.

In uno spettacolo, in un ballo, ognuno gode di tutti.

Che cos’è l’arte? Prostituzione.

Il piacere d’essere in mezzo alla folla è un’espressione misteriosa del godimento della moltiplicazione del numero.

Tutto è numero. Il numero è in tutto. Il numero è nell’individuo. L’ebbrezza è un numero.

Il gusto della concentrazione produttiva deve sostituire, in un uomo maturo, il gusto della dispersione.

L’amore può derivare da un sentimento generoso: il gusto della prostituzione; ma è ben presto corrotto dal gusto della proprietà.
L’amore vuole uscire fuori di sé, confondersi con la sua vittima, come il vincitore con il vinto, e ciò nonostante conservare dei privilegi da conquistatore.

Le voluttà del mantenitore hanno insieme un che dell’angelo e del proprietario. Carità e ferocia. Esse sono anche indipendenti dal sesso, dalla bellezza e dal genere animale.

Le tenebre verdi nelle sere umide della bella stagione.

Profondità immensa di pensiero nelle locuzioni volgari, buchi scavati da generazioni di formiche.

Aneddoto del cacciatore, relativo al legame intimo della ferocia e dell’amore.


II

Della femminilità della Chiesa, come ragione della sua onnipotenza.
Del colore viola (amore contenuto, misterioso, velato, colore della canonichessa).

Il prete è immenso perché fa credere a una folla delle cose sorprendenti.
Che la Chiesa voglia far tutto ed essere tutto, è una legge dello spirito umano.
I popoli adorano l’autorità.
I preti sono i serventi e i settari dell’immaginazione.
Il trono e l’altare, massima rivoluzionaria.

E. G. o la SEDUCENTE AVVENTURIERA [2]

Ebbrezza religiosa delle grandi città. – Panteismo. Io, sono tutti, tutti, sono io.
Vortice.


III

Credo d’aver già scritto nelle mie note che l’amore somiglia assai a una tortura o a un’operazione chirurgica. Ma questa idea può essere sviluppata nella maniera più amara. Quand’anche i due amanti fossero invaghiti e gravidi al massimo di desideri reciproci, uno dei due sarà sempre più calmo o meno posseduto dell’altro. Quello, o quella, è il chirurgo, o il boia; l’altro, è il sottomesso, la vittima. Non sentite quei sospiri, preludi d’una tragedia del disonore, quei gemiti, quelle grida, quei rantoli? Chi non li ha proferiti, chi non li ha irresistibilmente estorti? E che trovate voi di peggio nella domanda posta da aguzzini accurati? Quegli occhi di sonnambulo rivoltati, quelle membra in cui i muscoli sprizzano e si irrigidiscono come sotto l’effetto d’una pila galvanica, l’ebbrezza, il delirio, l’oppio, nelle loro reazioni più furiose, non ve ne daranno certo esempi così orribili, così curiosi. E il volto umano, che Ovidio riteneva creato per riflettere gli astri, ecco che non parla più che un’espressione di folle ferocia, o si rilassa in una specie di morte. Giacché, di certo, io crederei di fare un sacrilegio applicando la parola estasi a questa specie di decomposizione.
- Gioco spaventoso dove occorre che uno dei giocatori perda il controllo di se stesso!
Una volta fu chiesto me presente in cosa consistesse il più grande piacere dell’amore. qualcuno rispose con naturalezza: nel ricevere, - e un altro: nel donarsi. – Quello dice: piacere d’orgoglio! – e quell’altro: voluttà d’umiltà! Tutti quegli sconci parlavano come l’Imitatio Christi. – Infine si trovò uno spudorato utopista che affermò che il più grande piacere dell’amore era quello di formare dei cittadini per la patria.
Io dico: la voluttà unica e suprema dell’amore giace nella certezza di fare il male. – E l’uomo e la donna sanno sin dalla nascita che nel male si trova tutta la voluttà.

IV

PIANI, RAZZI, PROGETTI

La commedia alla Silvestre. [3]
Barbara [4] e il montone.
Chenavard [5] ha creato un tipo sovrumano.
Il mio voto a Levaillant [6].
Prefazione, mélange di misticismo e di giocosità.
Sogni e teoria del Sogno alla Swedenborg.

Il pensiero di Campbell (the Conduct of Life) [7].

Concentrazione.
Potenza dell’idea fissa.
La franchezza assoluta, mezzo per l’originalità.
Raccontare pomposamente delle cose comiche.


RAZZI. SUGGESTIONI

Quando un uomo si mette a letto, quasi tutti i suoi amici hanno un desiderio segreto di vederlo morire; gli uni per constatare che aveva una salute inferiore alla loro; gli altri, nella speranza disinteressata di studiare un’agonia. [8]

Il disegno arabesco è il più spiritualista dei disegni.


V

L’uomo di lettere smuove capitali e dà il gusto della ginnastica intellettuale.

Il disegno arabesco è il più ideale di tutti.

Noi amiamo le donne in proporzione a quanto ci sono più estranee. Amare le donne intelligenti è un piacere da pederasti. Così la bestialità esclude la pederastia.

Lo spirito della buffoneria può non escludere la carità, ma è raro.

L’entusiasmo che s’applica ad altro che all’astrazione è un segnale della debolezza e della malattia.

La magrezza è più nuda, più indecente della grassezza.


V
I

Cielo tragico. Epiteto d’un ordine astratto applicato a un essere materiale.

L’uomo beve la luce con l’atmosfera. Così il popolo ha ragione a dire che l’aria della notte è malsana per il lavoro.

Il popolo è adoratore nato del fuoco.
Fuochi d’artificio, incendi, incendiari.
Se si suppone un adoratore nato del fuoco, un Parsis nato, si può creare un racconto.

Gli errori relativi ai volti sono il risultato dell’eclisse dell’immagine reale tramite l’allucinazione che ne trae la sua nascita.

Sappi dunque le gioie d’una vita aspra; e prega, prega senza sosta. La preghiera serbatoio della forza. (Altare della volontà. Dinamica morale. La stregoneria dei sacramenti. Igiene dell’anima.)

La musica scava il cielo.

Jean-Jacques [9] diceva che entrava in un caffè non senza una certa emozione. Per una natura timida , un controllo dei biglietti a teatro somiglia un poco al tribunale degli Inferi.

La vita non ha che un fascino; è il fascino del Gioco. ma se ci è indifferente vincere o perdere?


VII

Le nazioni non hanno grandi uomini che loro malgrado, - come le famiglie. Esse fanno ogni sforzo per non averne. E così, il grande uomo ha bisogno, per esistere, di possedere una forza d’attacco più grande della forza di resistenza sviluppata da milioni di individui.

A proposito del sonno, avventura sinistra di tutte le sere, si può dire che gli uomini s’addormentano ogni giorno con un’audacia che sarebbe inintelligibile, se noi non sapessimo che è il risultato dell’ignoranza del pericolo.

Vi sono pelli da carapace con le quali il disprezzo non è più una vendetta.

Molti amici, molti guanti. Coloro che mi hanno amato erano persone disprezzate, direi pure disprezzabili, se ci tenessi a blandire le persone oneste.

Girardin che parla in latino! Pecudesque locutæ [10].

Spettava a una Società incredula inviare Robert Houdin [11] dagli Arabi per stornarli dai miracoli.



VIII

Quei navigli belli e grandi, impercettibilmente equilibrati (dondolati) sulle acque tranquille, quei robusti navigli, dall’aria distolta e nostalgica, non ci dicono in una lingua muta: Quando partiamo per la felicità?

Non dimenticare nel dramma il lato meraviglioso, la stregoneria e il romanzesco.

I luoghi, le atmosfere, di cui un racconto deve essere zuppo. (Vedere Usher [12] e riferirlo alle sensazioni profonde dell’hascisc e dell’oppio.)

Vi sono follie matematiche e folli che pensano che due più due facciano tre? In altri termini, - l’allucinazione può, se queste parole non stridono [ad accoppiarle insieme], invadere le cose del puro ragionamento? Se, quando un uomo prendesse il vezzo alla pigrizia, alla fantasticheria, alla fannullaggine, al punto da rinviare senza sosta all’indomani la cosa importante, un altro uomo lo destasse un mattino a gran colpi di scudiscio e lo fustigasse senza pietà finché, non potendo lavorare per piacere, quello lavorasse per paura, quell’uomo, - il fustigatore, - non sarebbe davvero suo amico, suo benefattore? D’altronde si può affermare che il piacere seguirebbe dopo, a più giusto titolo di quando si dice: l’amore viene dopo il matrimonio.
Lo stesso in politica, il vero santo è colui che fustiga e uccide il popolo per il bene del popolo.

Martedì 13 maggio 1856

Scrivere a Mann [14],
a [Willis] [15],
a Maria Clemm [16].
Mandare da Mme. Dumay [17] sapere se Mirés [18]…
Ciò che non è leggermente difforme ha l’aria insensibile; - donde ne consegue che l’irregolarità, ossia l’inatteso, la sorpresa, lo stupore sono una parte essenziale e la caratteristica della bellezza.



IX

Théodore de Banville non è precisamente materialista; è luminoso.
La sua poesia rappresenta le ore felici.

Ad ogni lettera di creditore, scrivere cinquanta righe su un argomento extraterrestre e sarete salvi.

Un gran sorriso in un bel viso da gigante.

Du suicide e de la folie-suicide considérés dans leurs rapports avec la statistique, la médecine et la philosophie.


BRIÈRE DE BOISMONT [19]

Cercare il passo: Vivere con un essere che per voi non ha che avversione…
Il ritratto di Sérène di Seneca, quello di Stagira di San Giovanni Crisostomo.
L’acedia, malattia dei monaci.
Il Tædium vitæ [20].

Traduzione e parafrasi di: La Passione rapporta tutto a sé.
Gioie spirituali e fisiche causate dal temporale, l’elettricità e il fulmine, campana a martello dei ricordi amorosi, tenebrosi, degli anni antichi.


X

Ho trovato la definizione del Bello, - del mio Bello. È qualcosa d’ardente e di triste, qualcosa un po’ vago, che lascia corso alla congettura. Andrò ad applicare, se si vuole, le mie idee a un oggetto sensibile, all’oggetto, per esempio, il più interessante nella società, a un viso di donna. Una testa seducente e bella, una testa di femmina, voglio dire, è una testa che fa sognare in una volta, - ma in maniera confusa, - di voluttà e di tristezza; che presuppone un’idea di malinconia, di fiacchezza, persino di sazietà, - ma pure un’idea contraria, ossia un ardore, un desiderio di vivere, associato a un’amarezza rifluente, come provenisse da una privazione o da una disperazione. Il mistero, il rimpianto sono ugualmente caratteri del Bello.
Una bella testa d’uomo non ha bisogno di presupporre, eccetto forse agli occhi d’una donna, - agli occhi d’un uomo ben inteso – quell’idea di voluttà, che nel viso di una donna è una provocazione tanto più attraente quanto il viso è generalmente più malinconico. Ma questa testa conterrà in sé qualcosa d’ardente e di triste, - dei bisogni spirituali, delle ambizioni tenebrosamente rimosse, - l’idea di una possanza che ringhia, e senza impiego, - talvolta l’idea di una insensibilità vendicatrice, (giacché il tipo ideale del Dandy non è da trascurare a questo proposito), - talvolta anche, - ed è uno dei caratteri della bellezza più interessanti, - il mistero, e infine (purché io abbia il coraggio di confessare fino a che punto io mi sento moderno in estetica), l’infelicità. – Io non pretendo che la Gioia non possa associarsi con la Bellezza, ma dico che la Gioia [ne] è uno degli ornamenti più volgari; - mentre la Melanconia ne è per così dire l’illustre compagna, al punto che io non concepisco affatto (il mio cervello sarebbe uno specchio stregato?) un tipo di Bellezza in cui non vi sia dell’Infelicità. – sostenuto, - altri direbbero: ossessionato da – queste idee, si comprende che mi sarebbe difficile non concluderne che il più perfetto tipo di Bellezza virile è Satana, - alla maniera di Milton.


XI

Auto-idolatria.

Armonia politica del carattere.
Euritmia del carattere e delle facoltà
Aumentare tutte le facoltà.
Conservare tutte le facoltà.
Un culto (magismo, stregoneria evocatoria).
Il sacrificio e il voto sono le formule supreme e i simboli dello scambio.

Due qualità letterarie fondamentali: sovrannaturalismo e ironia.
Colpo d’occhio individuale, aspetto in cui si mantengono le cose davanti allo scrittore, poi grazia di spirito satanico. Il sovrannaturale comprende il colore generale e l’accento, ossia l’intensità, la sonorità, la limpidezza, la vibratilità, la profondità e la risonanza nello spazio e nel tempo.
Vi sono dei momenti dell’esistenza dove il tempo e l’estensione sono più profondi, e il sentimento dell’esistenza immensamente ampliato.
Della magia applicata all’evocazione dei grandi morti, al ristabilimento e al perfezionamento della santità.
L’ispirazione viene sempre quando l’uomo lo vuole, ma lei non se ne va sempre quando lui lo vuole.
Della lingua e della scrittura, prese come operazioni magiche, stregoneria evocatoria.

Dell’aria nella donna.

Le arie affascinanti e che fanno la bellezza sono:
L’aria indifferente,
L’aria annoiata,
L’aria svaporata,
L’aria impudente,
L’aria fredda,
L’aria di guardarsi dietro,

L’aria di dominazione,
L’aria di volontà,
L’aria malvagia,
L’aria malata,
L’aria gatta, bambinaggine,
nonchalance e malizia mescolate.

In certi stati dell’anima pressoché sovrannaturali, la profondità della vita si rivela tutta intera nello spettacolo, sebbene così ordinario, che si ha sotto gli occhi. Esso ne diventa il simbolo.

Siccome io attraversavo il boulevard e mi affrettavo un po’ per evitare le vetture, la mia aureola s’è staccata ed è caduta nel fango del macadam. Fortunatamente ebbi il tempo di raccattarla; ma questa idea infelice un istante dopo s’insinuò nel mio spirito, che si trattasse di un cattivo presagio; e da allora l’idea non mi ha voluto più lasciare; non m’ha dato tregua per tutta la giornata.

Del culto si se stesso nell’amore, dal punto di vista della santità, dell’igiene, della toeletta, della nobiltà spirituale e dell’eloquenza.

Self-purification and anti-humanity.

V’è nell’atto dell’amore una grande somiglianza con la tortura o con un’operazione chirurgica.

V’è nella preghiera un’operazione magica. La preghiera è una delle grandi forze della dinamica intellettuale. Vi è la come una ricorrenza elettrica.

Il rosario è un mezzo, un veicolo; è la preghiera messa alla portata di tutti.

Il lavoro, forza progressiva e accumulativa, che produce interessi come il capitale, nelle facoltà come nei risultati.

Il gioco, quand’anche guidato dalla scienza, forza intermittente, sarà sconfitto, pur fruttuoso che sia, dal lavoro, pur piccolo che sia, ma continuo.

Se un poeta richiedesse allo Stato il diritto di avere qualche borghese nella sua scuderia, si sarebbe molto stupiti, mentre se un borghese domandasse del poeta arrosto, lo si troverebbe del tutto naturale.

Questo libro non potrà scandalizzare le mie donne, le mie figlie, né le mie sorelle.

Poc’anzi le chiedeva il permesso di baciarle la gamba, e approfittava della circostanza per baciare quella bella gamba in posizione tale ch’ella disegnasse nettamente il suo contorno sul sole al crepuscolo!

Micina, micetta, miciotta, gattino mio, lupacchiotto mio, mia scimmietta, scimmione, serpentone, mio malinconico asinello.
Simili capricci della lingua, troppo ripetuti, i troppo frequenti appellativi bestiali testimoniano d’un lato satanico nell’amore; i satana non hanno forme di bestie? Il cammello di Cazotte [21], - cammello, diavolo e donna.
Un uomo va al tiro a segno, accompagnato dalla sua donna. – mira a una bambola, e dice alla sua donna: m’immagino che sia tu. – Chiude gli occhi e abbatte la bambola. – Poi dice baciando la mano della sua compagna: Angelo caro, che tu sia ringraziata per la mia destrezza! [22]
Quando avrò ispirato il disgusto e l’orrore universali, avrò conquistato la solitudine.
Questo libro non è fatto per le mie donne, le mie figlie e le mie sorelle. – Ho ben poco di questo.
Vi sono pelli da carapace con le quali il disprezzo non è più un piacere.
Molti amici, molti guanti, - per paura della rogna.
Quelli che m’hanno amato erano persone disprezzate, direi pure disprezzabili, se tenessi a lusingare le persone oneste.
Dio è uno scandalo, - uno scandalo che frutta.


XII

Non sprezzate la sensibilità di nessuno. La sensibilità di ciascuno è il suo genio.
Non vi sono che due luoghi dove si paghi per avere il diritto di dissipare, le latrine pubbliche e le donne.
Con un ardente concubinaggio, si possono indovinare le gioie di un giovane ménage.
Il gusto precoce delle donne. Io confondevo l’odore della pelliccia con l’odore della donna. Io mi ricordo… Infine, amavo mia madre per la sua eleganza. Ero dunque un dandy precoce.
I miei antenati, idioti o maniaci, in solenni appartamenti, tutti vittime di passioni terribili.
I paesi protestanti mancano di due elementi indispensabili alla felicità di un uomo ben educato, la galanteria e la devozione.
Il miscuglio del grottesco e del tragico è piacevole allo spirito come le discordanze alle orecchie indifferenti.
Quel che v’è di inebriante nel cattivo gusto, è il piacere aristocratico di dispiacere.
La Germania esprime la fantasticheria con la linea, come L’Inghilterra con la prospettiva.
V’è nella generazione d’ogni pensiero sublime una scossa nervosa che si fa sentire nel cervelletto.
La Spagna mette nella religione la ferocia naturale dell’amore.

STILE
La nota eterna, lo stile eterno e cosmopolita. Chateaubriand, Alph. Rabbe [23], Edgar Poe.


XIII

Perché i democratici non amino i gatti, è facile da indovinare. Il gatto è bello; rivela idee di lusso, di pulizia, di voluttà, ecc..

Un po’ di lavoro, ripetuto trecentosessantacinque volte, dà trecentosessantacinque volte un po’ di soldi, ossia una somma enorme. Nello stesso tempo, la gloria è fatta.

[In margine:]
ugualmente, una folla di piccole gioie fanno la felicità.

Creare un’idea trita e ritrita, è il genio.
Io devo creare un’idea trita e ritrita.

Il concetto [24] è un capolavoro.

Il tono Alphonse Rabbe.
Il tono mantenuta (Mia bella! Sesso volubile!).
Il tono eterno.
Colorazione cruda, disegno profondamente intagliato.
La prima Donna e le garçon boucher.

Mia madre è fantastica; bisogna temerla e piacerle.

L’orgoglioso Hildebrand [25].
Cesarismo di Napoleone III [26]. (Lettera a Edgar Ney.) Papa e Imperatore.


XIV

Abbandonarsi a Satana, che cos’è questo?

Niente è più assurdo del Progresso, poiché l’uomo come è provato dalla quotidianità, è sempre simile e uguale all’uomo, cioè sempre allo stato selvaggio. Cosa sono i pericoli della foresta e della prateria a confronto degli choc e dei conflitti quotidiani della civilizzazione? Che l’uomo prenda al laccio il suo babbeo sul boulevard, o trafigga la sua preda nelle foreste sconosciute, non è l’uomo eterno, cioè l’animale da preda più perfetto?
- Si dice che ho trent’anni; ma se ho vissuto tre minuti in uno… non ho forse novant’anni?
… Il lavoro, non è il sale che conserva le anime mummie?
Inizio d’un romanzo, cominciare un argomento non importa da dove, per avere voglia di finirlo, esordire con tre bellissime frasi.


XV

Credo che il fascino infinito e misterioso che risiede nella contemplazione d’un naviglio, e soprattutto d’un naviglio in movimento, attiene, nel primo caso, alla regolarità e alla simmetria che sono uno dei bisogni primordiali dello spirito umano, allo stesso grado della complicazione e dell’armonia, - e, nel secondo caso, alla moltiplicazione successiva e alla generazione di tutte le curve e figure immaginarie operate nello spazio dagli elementi reali dell’oggetto.
L’idea poetica che emana da questa operazione del movimento nelle linee è l’ipotesi d’un essere vasto, immenso, complicato, ma euritmico, d’un animale ricolmo di genio, sofferente e sospirante tutti i sospiri e tutte le ambizioni umane.

Popoli civilizzati, che parlano sempre scioccamente di selvaggi e di barbari, ben presto, come dice d’Aurevilly [27], voi non varrete nemmen più abbastanza per essere idolatrati.

Lo stoicismo, religione che non ha che un sacramento, - il suicidio!

Concepire un canovaccio per una buffoneria lirica o fiabesca, per una pantomima, e tradurlo in un romanzo serio. Affogare tutto in un’atmosfera anormale e sognante, - nell’atmosfera dei grandi giorni. – Che sia qualcosa di ninnante, - e pure di sereno nella passione. – Regioni della Poesia pura.

Commosso al contatto di quelle voluttà che somigliano a dei ricordi, intenerito dal pensiero d’un passato trascorso male, di tante colpe, di tante controversie, di tante cose da nascondersi reciprocamente, si mise a piangere; e le sue lacrime calde gocciolarono nelle tenebre sulla spalla nuda della sua cara e sempre attraente amante. Lei trasalì; si sentì, anch’essa, intenerita e irrequieta. Le tenebre rassicuravano la sua vanità e il suo dandismo di donna fredda. Questi due esseri decaduti, ma ancora sofferenti del loro avanzo di nobiltà, s’abbracciarono spontaneamente, confondendo nella pioggia delle loro lacrime e dei loro baci le tristezze del proprio passato, con le loro speranze assai incerte dell’avvenire. È presumibile che mai per essi la voluttà fu così dolce come in quella notte di malinconia e di carità; voluttà saturata di dolore e di rimorsi.
Attraverso la nerezza della notte, lui aveva guardato dietro a sé negli anni profondi, poi s’era gettato nelle braccia della sua amica colpevole per ritrovarvi il perdono ch’ella gli accordava.
- Hugo pensa spesso a Prometeo. S’applica un avvoltoio immaginario su di un petto che è lancinato solo dai cauteri della vanità. Poi l’allucinazione che si complica, che varia, ma seguendo la marcia progressiva descritta dai medici, egli crede che per un fiat della Provvidenza, Sant’Elena abbia preso il posto di Jersey.

Quest’uomo è così poco elegiaco, così poco etereo, che farebbe orrore perfino a un notaio.

Hugo-Sacerdozio ha sempre la fronte piegata; - troppo piegata per vedere qualcosa, eccetto il suo ombelico.

Cos’è che oggi non è un sacerdozio? La gioventù è anch’essa un sacerdozio, - a quel che dice la gioventù.

E cos’è che non è una preghiera? – Cacare è una preghiera, a quel che dicono i democratici quando cacano.

M. de Pontmartin, - un uomo che ha sempre l’aria d’arrivare dalla sua provincia…
L’uomo, vale a dire ognuno, è così naturalmente depravato che soffre meno dell’abbassamento universale che della stabilizzazione di una gerarchia ragionevole.

Il mondo sta finendo. La sola ragione per la quale potrebbe durare, è che esiste. Questa ragione è debole, in paragone a tutte quelle che annunciano il contrario, particolarmente a questa: che ha da fare ormai il mondo sotto il cielo? - Poiché, supponendo che continuasse a esistere materialmente, sarebbe un’esistenza degna di questo appellativo e del dizionario storico? Non dico che il mondo sarà ridotto agli espedienti e al disordine buffonesco delle repubbliche del Sud America, - che probabilmente anche noi torneremo allo stato selvaggio, e che andremo, attraverso le rovine erbose della nostra civilizzazione, a cercare il nostro pascolo, con un fucile alla mano. No; - perché questa sorte e queste avventure implicherebbero ancora una certa energia vitale, eco delle primitive età. Nuovo esempio e nuove vittime delle inesorabili leggi morali, noi periremo per ciò che noi abbiamo creduto di vivere. La meccanica ci avrà talmente americanizzato, il progresso avrà così bene atrofizzato in noi tutta la parte spirituale, che nulla tra le fantasticherie sanguinarie, sacrileghe, o antinaturali degli utopisti potrà essere comparato ai suoi risultati positivi. Domando a ogni uomo che pensa di mostrarmi ciò che sussiste della vita. Della religione, credo inutile parlarne e di cercarne i gesti, poiché darsi ancora la pena di negare Dio è il solo scandalo in materie simili. La proprietà era scomparsa virtualmente con la soppressione del diritto di primogenitura; ma verrà il tempo in cui l’umanità, come un orco vendicatore, arrafferà il loro ultimo boccone a quelli che credono di aver ereditato legittimamente dalle rivoluzioni. Tuttavia, non sarebbe lì il male supremo.
L’umana immaginazione può concepire, senza darsi troppa pena, delle repubbliche o altri stati comunitari, degni di qualche gloria, se sono diretti da uomini consacrati, da certi aristocratici. Ma non è particolarmente grazie alle istituzioni politiche che si manifesterà la rovina universale, o il progresso universale; dato che il nome poco m’importa. Sarà grazie all’avvilimento dei cuori. Ho bisogno di dire che il poco che resterà della politica si dimenerà miseramente tra le strette dell’animalità generale, e che i governanti saranno costretti, per mantenersi e per creare un fantasma dell’ordine, di ricorrere a dei mezzi che farebbero accapponare la pelle alla nostra attuale umanità, sebbene così indurita? – Allora, il figlio fuggirà la famiglia, non a diciott’anni, ma a dodici, emancipato dalla sua golosa precocità; la fuggirà, non per cercare delle avventure eroiche, non per liberare una bellezza prigioniera in una torre, non per immortalare una soffitta con dei sublimi pensieri, ma per aprire un commercio, per arricchirsi, e per far concorrenza al suo infame papà, - fondatore e azionario d’un giornale diffonderà i lumi e che farà considerare Le Siècle di allora come un agente della superstizione. – Allora, le randagie, le declassate, quelle che hanno avuto qualche amante, e che chiamiamo a volte angeli, in ragione e grazie alla sventataggine che brilla, luce dell’azzardo, nella loro esistenza logica come il male, - allora, quelle, dico, non saranno altro che spietata saggezza, saggezza che condannerà tutto, tranne il denaro, tutto, pure gli errori dei sensi! – Allora, ciò che somiglierà alla virtù, - che dico, - tutto ciò che non sarà l’ardore per Pluto sarà reputato un immenso ridicolo. La giustizia, se in quell’epoca fortunata può ancora esistere una giustizia, farà interdire i cittadini che non sapranno far fortuna. – La tua sposa, o Borghese! La tua casta metà la cui legittimità fa per te la poesia, introducendo ormai nella legalità un’infamia irreprensibile, guardiana vigilante e amorosa della tua cassaforte, non sarà più che l’ideale perfetto della femmina mantenuta. Tua figlia, con una nubilità infantile sognerà nella sua culla di vendersi per un milione. E tu stesso, o Borghese, - ancora meno poeta di quanto tu lo sia oggi, - tu non vi troverai niente da ridire; tu non avrai alcun rimpianto. Perché vi sono cose nell’uomo che si fortificano e prosperano nella misura in cui le altre si rendono delicate e si sminuiscono, e, grazie al progresso di quei tempi, delle tue budella non ti resterà che le viscere! – Questi tempi sono forse assai prossimi; chi sa che non siano già venuti, e se l’ispessimento della nostra natura non è il solo ostacolo che ci impedisce d’apprezzare l’ambiente in cui respiriamo!
Quanto a me, che sento talvolta in me il ridicolo d’un profeta, io so che non vi troverò mai la carità di un medico. Perduto in questo mondo villano, urtato col gomito dalla folla, sono come un uomo stanco il cui occhio non vede dietro, negli anni profondi, altro che disinganno e amarezza, e davanti a sé altro che una tempesta in cui niente di nuovo v’è contenuto, né insegnamento, né dolore. La sera in cui quest’uomo ha rubato al destino qualche ora di piacere, cullato nella sua digestione, dimentico – per quanto possibile – del passato, contento del presente e rassegnato all’avvenire, inebriato del suo sangue freddo e del suo dandismo, fiero di non essere così basso come quelli che passano, egli si dice contemplando il fumo del suo sigaro: che m’importa dove vanno queste coscienze?
Io credo che ho deviato in ciò che la gente del mestiere chiama un capolavoro. Tuttavia, lascerò queste pagine, - poiché voglio datare la mia tristezza.


[IGIENE]

[I]

Più si vuole, meglio si vuole. Più si lavora, meglio si lavora e più si vuole lavorare.Più si produce, più si diventa fecondi.
Dopo una deboscia, ci si sente sempre più soli, più abbandonati.
In morale come in fisica, io ho sempre avuto la sensazione dell’abisso, non soltanto dell’abisso del sonno, ma dell’abisso dell’azione, del sogno, del ricordo, del desiderio, del rimpianto, del rimorso, del bello, del numero, etc.
Ho coltivato la mia isteria con gioia e terrore. Adesso, ho sempre le vertigini, e oggi, 23 gennaio 1862, ho subito un singolare avviso, ho sentito passare su di me il vento dell’ala dell’imbecillità.

A Honfleur! il più presto possibile, prima di cascare più in basso. Quanti presentimenti e segnali inviati già da Dio, che è gran tempo d’agire, di considerare il minuto presente come il più importante dei minuti, e del mio tormento ordinario fare la mia perpetua voluttà, cioè il Lavoro!


[II]

Ad ogni minuto noi siamo gravati dall’idea e dalla sensazione del tempo. E non vi sono che due mezzi per scappare a questo incubo, per dimenticarlo: il piacere e il lavoro. Il Piacere ci usa. Il Lavoro ci fortifica. Scegliamo. Più ci serviamo di uno di questi mezzi, più l’altro ci ispira la ripugnanza. Non si può obliare il tempo che servendosene. Tutto non si fa che poco a poco.

De Maistre e Edgar Poe m’hanno insegnato a ragionare. Non c’è opera lunga se non quella che non si osa cominciare. Diviene incubo.

Rinviando ciò che si ha da fare, si corre il pericolo di non poterlo mai fare. Non convertendosi subito, si rischia d’essere dannato. Per guarire di tutto, della miseria, della malattia e della malinconia, non manca assolutamente che il Gusto del Lavoro.


[III]

Fai, tutti i giorni, ciò che vogliono il dovere e la prudenza. Se tu lavorassi tutti i giorni, la vita ti sarebbe più sopportabile. Lavora sei giorni senza tregua.
Per trovare dei soggetti, ????? sea?t?? (Lista dei miei gusti). Sii sempre poeta, anche in prosa. Grande stile (niente di più bello che il luogo comune). Comincia anzitutto, e poi serviti della logica e dell’analisi. Qualunque ipotesi vuole la sua conclusione.Trovare la frenesia giornaliera.


[IV]

Due parti. Debiti (Ancelle).Amici (mia madre, amici, me).Così, mille franchi devono essere divisi in due parti di cinquecento franchi ciascuna, e la seconda divisa in tre parti.

A Honfleur. - Fare una revisione e una classificazione di tutte le mie lettere (due giorni). E di tutti i miei debiti (due giorni). (Quattro categorie, biglietti, grossi debiti, piccoli debiti, amici). Classificazione delle incisioni (due giorni). Classificazione delle note (due giorni).


[V]

Troppo tardi forse! - Mia madre e Jeanne. – La mia salute tramite la carità, tramite il dovere! – Malattie di Jeanne. Infermità, solitudine di mia madre.- Fare il proprio dovere tutti i giorni e confidare in Dio, per l’indomani.- La sola maniera di guadagnare del denari è di lavorare in modo disinteressato.- Una saggezza accorciata. Toilette, preghiera, lavoro.- Preghiera: carità, saggezza e forza.- Senza la carità, io sono solo un cembalo rimbombante.- Le mie umiliazioni sono state grazie di Dio.- La mia fase d’egoismo è finita? - La facoltà di rispondere alla necessità di ogni minuto, l’esattezza, in una parola, deve trovare infallibilmente la sua ricompensa."La disgrazia che si perpetua produce sull’anima l’effetto della vecchiaia sul corpo: non ci si può più muovere; ci si corica...D’altro canto, dall’estrema gioventù si ricavano ragioni di rimando; quando si ha troppo tempo da spendere, ci si persuade che si può attendere anni a giocare davanti agli avvenimenti.

CHTEAUBRIAND [28].

[VI]

Jeanne trecento, mia madre duecento, io trecento, - ottocento franchi al mese. Lavorare dalle sei del mattino, a digiuno, fino a mezzodì. Lavorare alla cieca, senza scopo, come un pazzo. Vedremo il risultato. Io suppongo di vincolare il mio destino a un lavoro ininterrotto di più ore. Tutto è riparabile. È ancora tempo. Chissà se persino nuovi piaceri... ? Gloria, pagamento dei miei debiti. - Ricchezza di Jeanne e di mia madre. Io non ho ancora conosciuto il piacere di un progetto realizzato. Potenza dell’idea fissa, potenza della speranza. L’abitudine di compiere il dovere scaccia la paura. Si deve voler sognare e saper sognare. Evocazione dell’ispirazione. Arte magica. Mettersi subito à scrivere. Io ragiono troppo. Lavoro immediato, anche cattivo, val meglio della fantasticheria. Un seguito di piccole volontà fa un grosso risultato. Ogni regresso della volontà è una particella di sostanza perduta. Quanto è dunque prodiga l’esitazione! E che si giudichi dell’immensità dello sforzo finale necessario per riparare tante perdite! L’uomo che recita la sua preghiera, la sera, è un capitano che mette le sentinelle. Può dormire. Sogni sulla Morte e avvisi. Io non ho finora goduto dei miei ricordi che da solo; bisogna goderne in due. Fare dei godimenti del cuore una passione. Perché io comprendo una esistenza gloriosa, io mi credo capace di realizzarla. O Jean-Jacques! Il lavoro genera forzatamente i buoni costumi, sobrietà e castità, consequenzialmente la santità, la ricchezza, il genio successivo e progressivo, e la carità. Age quod agis. Pesce, bagni freddi, docce, lichene, pastiglie, occasionalmente; altrimenti, soppressione di ogni eccitante. Lichene d’Islanda. 125 grammi. Zucchero bianco.......... 250 - Far bagnare il lichene, per dodici o quindici ore, in una quantità d’acqua fredda sufficiente, poi gettare l’acqua. Fare bollire il lichene in due litri d’acqua su un fuoco dolce e sostenuto, finché questi due litri non si riducano a un solo litro, schiumare una sola volta; aggiungere allora i duecentocinquanta grammi di zucchero e lasciare addensarsi fino alla consistenza di uno sciroppo. Lasciar raffreddare. Prendere al giorno tre grandi cucchiai, al mattino, a mezzodì e alla sera. Non temere di forzare le dosi, se le crisi fossero troppo frequenti.


[VII]

Giuro a me stesso di prendere d’ora innanzi le seguenti regole come regole eterne della mia vita: Recitare tutte le mattine la mia preghiera a Dio, serbatoio di ogni forza e di ogni giustizia, a mio padre, a Mariette e a Poe, come intercessori; pregarli di comunicarmi la forza necessaria per compiere tutti i miei doveri, e di concedere a mia madre una vita tanto lunga per godere della mia trasformazione; lavorare tutta la giornata, o almeno fino a che le mie forze me lo permetteranno; affidarmi a Dio, cioè alla Giustizia stessa, per la riuscita dei miei progetti; recitare, tutte le sere, una nuova preghiera, per chiedere a Dio la vieta e la forza per mia madre e per me; fare, di tutto ciò che guadagnerò, quattro parti, - una per la vita corrente, una per i miei creditori, una per i miei amici, e una per mia madre ; - obbedire ai principi della più stretta sobrietà, di cui il primo è la soppressione di tutti gli eccitanti, quali che siano.


[VII]

IGIENE. CONDOTTA. METODO
(Estratti da The Conduct of Life, di Emerson [29])

Great men… have not been boasters and buffoons, but perceives of the terror of life, and have manned themselves to face it.

"Fate is nothing but the deeds committed in a prior state of existence."
"What we wish for in youth comes in heaps on us in old age", too often cursed with the granting of our prayer; and hence the high caution, that since we are sure of having we wish we beware to ask only for high things.

The one prudence in life is concentration; the one evil is dissipation.

The poet Campbell said that "a man accustomed to work was equal to any achievement he resolved on, and that, for himself necessity, not inspiration, was the prompter of his muse".

In our flowing affairs a decision must be made, - the best, if you can; but any is better than none.

The second substitute for temperament is drill, the power of use and routine.

"More are made good by exercitation than by nature", said Democritus.

Mirabeau said: "Why should we feel ourselves to be men, unless it
be to succeed in everything, everywhere. You must say of nothing: That is beneath me, nor feel that anything can be out of your power. Nothing is impossible to the man who can will. Is that necessary? That shall be. That is the only Law of success".

We acquire the strength we have overcome.

The hero is he who is immovably centred.
The main difference between people seems to be, that one man can come under obligations on which you can rely; and another is not. As he has not a law within him, there’s nothing to tie him to.

If you would be powerful, pretend to be powerful.

Seeketh thou great things? seek them not.


[IX]

Conduct of life

Great men have not been […] for high things.
his heart (was) the throne of will.
Life is search after power.
No honest seeking goes unrewarded.
We must reckon success a constitutional trait.
The one prudence […] of his muse.
A decision […] said Democritus.
Pecunia alter sanguis.
Mirabeau said […] immovably centred.
Your theories and plans of life are fair and commendable; - but will you stick?
If you […] powerful. [30]



IL MIO CUORE MESSO A NUDO

I

Della vaporizzazione e della centralizzazione dell’Io. Tutto è là.

D’un certo sensual godimento nella società degli stravaganti. (Penso di iniziare Mon coeur mis à nu non importa da che punto, non importa come, e di continuarlo di giorno in giorno, seguendo l’ispirazione del giorno e della circostanza, purché l’ispirazione sia viva).

Il primo venuto, a patto che sappia divertire, ha il diritto di parlare di se stesso.

Io comprendo che si diserti una causa per sapere cosa si proverà a servirne un’altra.

Sarebbe forse dolce essere alternativamente vittima e boia.


II

Scempiaggini di Girardin: «È nostro costume prendere il toro per le corna. Prendiamo dunque il discorso dalla fine.» (7 novembre 1863).
Dunque, Girardin crede che le corna del toro siano piantate sul loro didietro. Egli confonde le corna con la coda.
"Che prima d’imitare i Tolomei del giornalismo francese, i giornalisti belgi si diano la pena di riflettere sulla questione che io studio da trent’anni sotto tutti i suoi aspetti, come lo dimostrerà il volume che verrà pubblicato prossimamente, con questo titolo: Questions de presse; che essi non si affrettino a trattare da sovranamente ridicola (I) una opinione che è tanto vera quanto è vero che la terra gira e che il sole non gira".

ÉMILE DE GIRARDIN 

(I) "Vi sono persone che pretendono che nulla impedisca di credere che, essendo il cielo immobile, sia la terra a girare attorno al suo asse. Ma quelle persone non hanno sentore, a causa di ciò che avviene intorno a noi, quanto la loro opinione sia sovranamente ridicola (p??? ?e????tat??)." 
TOLOMEO (Almagestum, libro I, cap. VI). 

Et habet mea mentrita [sic] meatum. 
GIRARDIN


III

La donna è il contrario del Dandy. Dunque deve fare orrore.La donna ha fame, e vuole mangiare; sete, e vuole bere. È in fregola, e vuole essere fottuta. Che bel merito! La donna è naturale, ossia abominevole. Così essa è sempre volgare, vale a dire il contrario del Dandy.
Relativamente alla Legion d’Onore. – Colui che chiede la croce ha l’aria di dire: se non mi si decora per aver fatto il mio dovere, io non lo farò più. Se un uomo ha del merito, a che pro decorarlo? Se non ne ha, lo si può decorare, perché ciò gli darà lustro.Acconsentire a essere decorato, è riconoscere allo Stato o al principe il diritto di giudicarvi, di celebrarvi, et cætera. D’altronde, se non è l’orgoglio, è l’umiltà cristiana a vietare la croce.

Calcolo in favore di Dio. – Niente esiste senza un fine. Dunque la mia esistenza ha un fine.
Quale fine? Lo ignoro.
Non son dunque io che l’ho dimostrato.
È dunque qualcun altro più sapiente di me.
Bisogna dunque pregare questo qualcuno perché mi illumini. È il partito più saggio.

Il Dandy deve aspirare ad essere sublime, senza interruzione. Deve vivere e dormire davanti a uno specchio.


IV

Analisi delle contro-religioni: esempio la prostituzione sacra.
Che cos’è la prostituzione sacra?
Eccitazione nervosa.
Misticità del paganesimo.
La misticità, trait d’union tra il paganesimo e il cristianesimo.
Il paganesimo e il cristianesimo si provano reciprocamente.
La Rivoluzione e il culto della Ragione provano l’idea del sacrificio.
La superstizione è il serbatoio di tutte le verità.

V’è in ogni cambiamento qualcosa d’infame e di gradevole insieme, qualcosa che ha dell’infedeltà e del trasloco. Ciò è sufficiente a spiegare la Rivoluzione francese.


V

Mia ebbrezza nel 1848.
Di che natura era questa ebbrezza?
Gusto della vendetta. Piacere naturale della demolizione.
Ebbrezza letteraria; ricordo di letture.
Il 15 maggio [31]. Sempre il gusto della distruzione.
Gusto legittimo, se è legittimo tutto ciò che è naturale.
Gli orrori di Giugno. Follia del popolo e follia della borghesia. Amore naturale del crimine.
Mio furore al colpo di Stato. Quante fucilate ho sopportato! Ancora un Bonaparte! Che vergogna!
Eppure tutto s’è pacificato. Il Presidente non ha un diritto da invocare?
Ciò che è l’Imperatore Napoleone III. Ciò che vale. Trovare la spiegazione della sua natura, e la sua provvidenzialità.

Essere un uomo utile m’è parso sempre qualcosa assai rivoltante.
Il 1848 fu divertente solo perché ciascuno vi costruiva delle utopie come castelli in aria.
Il 1848 fu affascinante solo per l’eccesso stesso del ridicolo.
Robespierre è apprezzabile solo perché ha fatto qualche bella frase.

La Rivoluzione, attraverso il sacrificio, conferma la Superstizione.


VII

Politica. – Io non ho convinzioni, come l’intende la gente del mio secolo, perché non ho ambizione.
Non v’è in me la base per una convinzione.
V’è una certa viltà, o piuttosto una certa mollezza nella gente onesta.
I briganti, soli, sono convinti, - di che cosa? – Che sono obbligati a riuscire. Così, riescono.
Perché riuscirei io, dato che non ho nemmeno l’intenzione di provare?
Si possono fondare imperi gloriosi sul crimine, e nobili religioni sull’impostura.
Comunque ho qualche convinzione, in un senso più elevato, e che non può essere compreso dalla gente del mio tempo.

Sentimento di solitudine, dalla mia infanzia. Malgrado la famiglia, e in mezzo ai compagni, soprattutto, - sentimento di un destino eternamente solitario.
Tuttavia, gusto vivissimo della vita e del piacere.

Quasi tutta la nostra vita è impiegata in curiosità scimunite. In cambio, vi sono cose che dovrebbero eccitare la curiosità degli uomini al più alto grado, e che, a giudicare il loro tenore di vita, non gliene ispirano alcuna.
Dove sono i nostri amici morti?
Perché noi siamo qui?
Veniamo da qualche parte?
Che cos’è la libertà?
Può accordarsi con la legge della provvidenza?
Il numero delle anime è finito o infinito?
E il numero delle terre abitabili?
Etc., etc.

Le nazioni non hanno grandi uomini che loro malgrado. Dunque, l’uomo grande è vincitore di tutta la sua nazione.
Le religioni moderne ridicole: Molière, Béranger, Garibaldi.

La credenza nel progresso è una dottrina da poltroni, una dottrina da Belgi. È l’individuo che conta sul suo vicino per svolgere il proprio lavoro.
Non vi può essere progresso (vero, cioè morale) che nell’individuo e attraverso l’individuo stesso.
Ma il mondo è fatto da gente che pensa soltanto in comune, in bande. Così le Società belghe.
V’è anche gente che si diverte solo in truppa. Il vero eroe si diverte da solo.

Eterna superiorità del dandy.
Che cos’è il Dandy?


X

Mie opinioni sul teatro. Ciò che ho sempre trovato di più bello in un teatro, nella mia infanzia, e ancora adesso è il lampadario, - un bel oggetto luminoso, cristallino, complicato, circolare e simmetrico.

Pure, io non nego assolutamente il valore della letteratura drammatica. Solamente, io vorrei che gli attori montassero su delle suole altissime, portassero delle maschere più espressive del volto umano, e parlassero attraverso dei megafoni ; infine che i ruoli femminili fossero recitati da uomini.

Dopo tutto, il lampadario m’è parso sempre l’attore principale, visto attraverso il lato grande o piccolo del binocolo.

Bisogna lavorare, se non per gusto, almeno per disperazione, poiché, fatti i dovuti conti, lavorare è meno noioso che divertirsi.


XI

Vi sono in ogni uomo, a ogni istante, due postulazioni simultanee, l’una verso Dio, l’altra verso Satana. L’invocazione a Dio, o spiritualità, è un desiderio di salire di grado; quella a Satana, o animalità, è una gioia di discendere. È a quest’ultima che dovrebbero essere ricondotti gli amori per le donne e le conversazioni intime con gli animali, cani, gatti, etc.
Le gioie che derivano da questi due amori sono adattate alla natura di questi due amori.

Ebbrezza d’umanità;
grande quadro da fare;
Nel senso della carità;
Nel senso del libertinaggio;
Nel senso letterario, o del Commediante.


XII

L’interrogatorio (tortura) è, come arte di scoprire la verità, una scemenza barbara; è l’applicazione d’un mezzo materiale a uno scopo spirituale.

La pena di morte è il risultato di una idea mistica, totalmente incompresa oggi. La pena di morte non ha per scopo di salvare la società, almeno materialmente. Ha per scopo di salvare (spiritualmente) la società e il colpevole. Affinché il sacrificio sia perfetto, bisogna che vi siano consenso e gioia, da parte della vittima. Dare del cloroformio a un condannato a morte sarebbe un’empietà, poiché significherebbe toglierli la coscienza della sua grandezza come vittima e sopprimergli le chances di guadagnare il Paradiso.
Dandies. L’opposto di Claude Gueux. Teoria del sacrificio. Legittimazione della pena di morte. Il sacrificio è completo solo sponte sua della vittima. Un condannato a morte, mancato dal boia, liberato dal popolo, tornerebbe dal boia. Nuova giustificazione della pena di morte.
Quanto alla tortura, essa è nata nella parte infame del cuore dell’uomo, assetata di voluttà. Crudeltà e voluttà, sensazioni identiche, come il caldo estremo e il freddo estremo.


XIII

Ciò che penso del voto e del diritto d’elezione. Dei diritti dell’uomo.
Ciò che c’è di vile in una funzione qualunque.
Un Dandy non fa nulla.
Ve lo figurate un dandy che parla al popolo, eccetto per schernirlo?

Non c’è altro governo ragionevole sicuro se non quello aristocratico. Monarchia o repubblica, basate sulla democrazia, sono ugualmente assurde e deboli.

Immensa nausea dei manifesti.

Non esistono che tre esseri rispettabili: il prete, il guerriero, il poeta. Sapere, uccidere e creare. Gli altri uomini sono soggetti a taglia e a corvè, fatti per la scuderia, cioè per esercitare quelle che si chiamano professioni.


XIV

Osserviamo che gli abolitori della pena di morte devono essere più o meno interessati ad abolirla.
Sovente, sono dei ghigliottinatori. Questo può riassumersi così: "Io voglio poter mozzare la tua testa, ma tu non toccherai la mia".
Gli abolitori d’anime (materialisti) sono necessariamente abolitori d’inferno; essi vi sono, per certo, interessati.
Almeno, è gente che ha paura di rivivere, - degli infingardi.

Madame de Metternich[32], quantunque principessa, ha dimenticato di rispondermi, a proposito di quello che ho detto di lei e di Wagner.
Costumi del XIX secolo.


XV

Storia della mia traduzione di Edgar Poe. Storia de Les Fleurs du Mal. Umiliazione per il malinteso, e mio processo.

Storia dei miei rapporti con tutti gli uomini celebri di quest’epoca. 
Bei ritratti di qualche imbecille: Clément de Ris[33]. Castagnary[34].
Ritratti di magistrati, di funzionari, di direttori di giornali, etc.
Ritratto dell’artista, in generale.

Del redattore capo e della sorveglianza. Immenso gusto di tutto il popolo francese per la sorveglianza e per la dittatura. È il Se fossi re!

Ritratti e aneddoti. François Buloz, Houssaye, il famoso Rouy, de Calonne. Charpentier, che corregge i suoi autori, in virtù dell’uguaglianza donata a tutti gli uomini dai principi immortali del 1789. Chevalier, autentico redattore capo secondo l’Impero.


XVI

Su George Sand [35]. - La donna Sand è il Prudhomme dell’immoralità. Lei è sempre stata moralista. Solamente lei faceva un tempo della contro-morale. Così non è mai stata artista. Lei ha il famoso style coulant [36], caro ai borghesi. È stupida, è pesante, è ciarliera. Ha, nelle idee morali, la stessa profondità di giudizio e la stessa delicatezza di sentimento dei portinai e delle mantenute. Ciò che lei disse di sua madre. Ciò che lei disse della poesia. Il suo amore per gli operai. Che qualche uomo abbia potuto infatuarsi di questa latrina, è proprio la prova della degradazione degli uomini di questo secolo. Vedere la prefazione di Mademoiselle La Quintinie, dove essa pretende che i veri cristiani non credano all’Inferno. La Sand è per il Dio della brava gente, il dio dei portinai e dei domestici scippatori. Lei ha delle buone ragioni per voler sopprimere l’Inferno. 

Il Diavolo e George Sand. – Non si deve credere che il diavolo tenti solo gli uomini di genio. Disprezza senza dubbio gli imbecilli, ma non disdegna il loro aiuto. Esattamente al contrario, egli fonda le sue grandi speranze su loro. Guardate George Sand. Lei è soprattutto, e più di ogni altra cosa, una emerita minchiona; ma è posseduta. È il Diavolo che l’ha persuasa ad affidarsi al suo buon cuore e al suo buon senso, affinché persuadesse tutti gli altri emeriti minchioni ad affidarsi al loro buon cuore e al loro buon senso. Non posso pensare a questa stupida creatura, senza un certo brivido d’orrore. Se la incontrassi, non potrei fare a meno di gettarle in testa un’acquasantiera.

George Sand è una di quelle vecchie ingenue che non vogliono mai lasciare il palcoscenico. Ho letto ultimamente una prefazione (la prefazione a Mademoiselle La Quintinie) dove essa pretende che il vero cristiano non creda all’Inferno. Lei ha delle buone ragioni per voler sopprimere l’Inferno.

La religione della donna Sand. Prefazione a Mademoiselle La Quintinie. La donna Sand è interessata a credere che l’Inferno non esiste.


XVIII

Io mi annoio in Francia, sopratutto perché tutti vi somigliano a Voltaire. 
Emerson ha dimenticato Voltaire nelle sue Représentants de l'humanité. Avrebbe potuto fare un bel capitolo intitolato: Voltaire, o l’anti-poeta, il re dei bighelloni, il principe dei superficiali, l’anti-artista, il predicatore dei portinai, il padre Gigogne dei redattori del Siècle.

Ne Les Oreilles du Comte de Chesterfield, Voltaire scherza su quell’anima immortale che ha abitato, per nove mesi, tra escrementi e urine. Voltaire, come tutti gli infingardi, odia il mistero.

Almeno avrebbe potuto indovinare in questa localizzazione una malizia o una satira della Provvidenza contro l’amore, e, nel modo della generazione, un segno del peccato originale. Di fatto, noi possiamo fare l’amore solo con organi escrementizi.

Non potendo sopprimere l’amore, la Chiesa ha voluto almeno disinfettarlo, e ha fatto il matrimonio.


XIX

Ritratto della Canaglia letteraria.
Doctor Estaminetus Crapulosus Pedantissimus. Il suo ritratto fatto alla maniera di Prassitele.
La sua pipa, le sue opinioni, il suo hegelianismo, il suo lerciume, le sue idee in arte, il suo fiele, la sua gelosia.
Un bel quadro della gioventù moderna.

[citazione in greco]
ELIANO [37] 

[II] Trituratore di veleno, incantatori allevatori di serpenti. Della Natura degli Animali, IX, 26.

XX

La Teologia.
Che cos’è la caduta?
Se è l’unità divenuta dualità, è Dio che è caduto.
In altri termini, la creazione non sarebbe la caduta di Dio?
Dandysmo. – che cos’è l’uomo superiore?
Non è lo specialista.
È l’uomo dell’agio e della Educazione generale.
Essere ricco e amare il lavoro. 

Perché l’uomo di spirito ama le mignotte più delle donne di mondo, malgrado esse siano ugualmente stupide? Da trovare.


XXI

Vi sono certe donne che assomigliano al nastro della Légion d'honneur. Non le si vuole più perché si sono insudiciate con certi uomini.
È per la stessa ragione che io non calzerei i pantaloni di un rognoso.
Ciò che vi è di noioso nell’amore, è che è un crimine dove non si può fare a meno di un complice. 

Studio della grande malattia dell’orrore per il domicilio. Ragioni della malattia. Aggravamento progressivo della malattia.

Indignazione causata dalla fatuità universale di tutte le classi, di tutti gli esseri, nei due sessi, in tutte le età.

L’uomo ama talmente l’uomo che, quando fugge la città, è ancora per cercare la folla, cioè per rifare la città in campagna.


XXII

Discorso di Durandeau [38] sui giapponesi. (Io, io sono anzitutto Francese). I giapponesi sono delle scimmie. È Darjou [39] che me l’ha detto.
Discorso del medico, l’amico di Mathieu, sull’arte di non fare figli, su Mosè e sull’immortalità dell’anima.

L’arte è un agente civilizzatore (Castagnary).

Fisionomia di un saggio e della sua famiglia al quinto piano, mentre bevono il caffellatte.

Il Sor Nacquart padre e il Sor Nacquart figlio [40].
Come il Nacquart figlio è divenuto consigliere in Corte d’appello.


XXIII

Dell’amore, della predilezione dei francesi per le metafore militari. Ogni metafora qui porta i baffi.
Letteratura militante.
Restare sulla breccia.
Portare alto il drappello.
Tenere il drappello alto e fermo.
Gettarsi nella mischia.
Uno dei veterani. – Tutte queste gloriose fraseologie s’applicano generalmente ai pedanti e ai fannulloni da osteria.

Metafora francese.
Soldato della stampa giudiziaria (Bertin).
La stampa militante.

Da aggiungere alle metafore militari:
I poeti da combattimento.
Le letterature d’avanguardia.
Queste abitudini alle metafore militari denotano spiriti non militanti, ma fatti per la disciplina, ossia per la conformità, spiriti nati domestici, spiriti belgi, che possono pensare solo in società.


XXIV

Il gusto del piacere ci vincola al presente. La preoccupazione per la nostra salvezza ci sospende all’avvenire.
Colui che si attacca al piacere, vale a dire al presente, mi fa l’effetto di un uomo che rotolando in un pendio, e che, volendo aggrapparsi agli arbusti, li svelle e li trascina con sé nella sua caduta.

Innanzitutto, essere un grand’uomo e un santo per se stesso.

Dell’odio del popolo contro la bellezza. Degli esempi: Jeanne e Mme Muller.


XXV

Politica. - Insomma, davanti alla storia e davanti al popolo francese, la grande gloria di Napoleone III sarà stata di provare che il primo venuto può, impossessandosi del telegrafo e della Stampa nazionale, governare una grande nazione.
Imbecilli sono quelli che credono che simili cose possono compiersi senza il permesso del popolo, - e che credono che la gloria non possa poggiarsi che sulla virtù!
I dittatori sono i domestici del popolo, - niente di più, un ruolo fottuto d’altronde, e la gloria è il risultato dell’adattamento di uno spirito alla stupidità nazionale.

Che cos’è l’amore?
Il bisogno di uscire da sé.
L’uomo è un animale adoratore.
Adorare, è sacrificarsi e prostituirsi. Così ogni amore è prostituzione.

L’essere più prostituito, è l’essere per eccellenza, è Dio, poiché egli è l’amico supremo per ciascun individuo, poiché è il serbatoio comune, inesauribile, dell’amore.

PREGHIERA
Non castigatemi in mia madre e non castigate mia madre per causa mia. – vi raccomando l’anima di mio padre e di Mariette. – datemi la forza di fare immediatamente il mio dovere tutti i giorni e di divenire così un eroe e un santo.


XXVI

Un capitolo sull’indistruttibile, eterna, universale e ingegnosa ferocità umana.
Dell’amore del sangue.
Dell’ebbrezza del sangue.
Dell’ebbrezza delle folle.
Dell’ebbrezza del suppliziato (Damiens [41]).

Tra gli uomini grandi non vi sono che il poeta, il prete e il soldato. L’uomo che canta, l’uomo che sacrifica e si sacrifica.
Il resto è fatto per la frusta.

Non fidiamoci del popolo, del buon senso, del cuore, della ispirazione e dell’evidenza.


XXVII 

Sono sempre stato meravigliato che si lasciasse entrare le donne nelle chiese. Quale conversazione possono avere con Dio?

L’eterna Venere (capriccio, isteria, fantasia) è une delle forme seducenti del diavolo.

Il giorno in cui il giovane scrittore corregge la sua prima bozza, egli è fiero come uno studente che si è presa la sua prima sifilide.

Non dimenticare un grande capitolo sull’arte della divinazione con l’acqua, le carte, la lettura della mano, etc.

La donna non sa separare l’anima dal corpo. Lei è semplicista, come gli animali. - Un satirico direbbe che è perché non ha che il corpo.

Un capitolo sulla toilette.
Moralità della toilette, le gioie della toilette.

Della pedanteria,
dei professori,
dei giudici,
dei preti,
e dei ministri.

I bei grandi uomini del giorno.
Renan. [42]
Feydeau. [43]
Octave Feuillet. [44]
Scholl. [45]

I direttori di giornali, François Buloz, Houssaye, Rouy, Girardin, Texier, de Calonne, Solar, Turgan, Dalloz.
Lista di canaglie, Solar in testa.

Essere un grand’uomo e un santo per se stesso, ecco l’unica cosa importante.


XXIX

Nadar [46], è la più meravigliosa espressione di vitalità. Adrien mi diceva che suo fratello Félix aveva tutte le viscere al doppio. Io sono stato geloso di lui a vederlo riuscire così bene in tutto ciò che non è l’astratto.

Veuillot è così grossolano e così nemico delle arti che si direbbe che tutta la democrazia del mondo s’è rifugiata nel suo seno.

Sviluppo del ritratto. Supremazia dell’idea pura nel cristiano come nel comunista babuvista.

Fanatismo dell’umiltà. Non aspirare nemmeno a comprendere la religione.

Musica.
Della schiavitù.
Delle donne del mondo.
Delle puttane.
Dei magistrati.
Dei sacramenti.
L’uomo di lettere è il nemico del mondo.
Dei burocrati.


XXX

Nell’amore, come pressoché in tutti gli affari umani, l’intesa cordiale è il risultato di un malinteso. Questo malinteso, è il piacere. L’uomo urla: O mio angelo! La donna sospira: Mamma! mamma! E questi due imbecilli sono persuasi di pensare in accordo. – L’abisso insormontabile, che fa l’incomunicabilità, resta insormontato.

Perché lo spettacolo del mare è così infinitamente e così eternamente gradevole? Perché il mare offre contemporaneamente l’idea dell’immensità e del movimento. Sei o sette leghe rappresentano per l’uomo la ragione dell’infinito. Ecco un infinito diminutivo. Che importa, se è sufficiente a suggerire l’idea dell’infinito totale? Dodici o quattordici leghe di liquido in movimento bastano per dare la più alta idea di bellezza che sia offerta all’uomo sul suo abitacolo transitorio.


XXXI

Non v’è niente di interessante sulla terra che le religioni.
Che cos’è la religione universale? (Chateaubriand, de Maistre, gli Alessandrini, Capé).
V’è una religione universale fatta per gli alchimisti del pensiero, una religione che si svincola dall’uomo, considerato come memento divino.

Saint-Marc Girardin ha detto una frase che resterà: «Siamo mediocri!»
Avviciniamo questa frase a quella di Robespierre: «Coloro che non credono alla immortalità del loro essere si rendono giustizia».
La frase di Saint-Marc Girardin implica un odio immenso contro il sublime.
Chi ha visto Saint-Marc Girardin camminare per la strada ha immediatamente concepito l’idea di una grande oca infatuata di se stessa, ma spaventata e in corsa sulla grande strada, davanti la diligenza.


XXXII

Teoria della vera civilizzazione. Essa non è nel gas, né nel vapore, né nei tavolini che ballano. È nella diminuzione delle tracce del peccato originale.
Popoli nomadi, pastori, cacciatori, agricoltori e pure antropofagi, tutti possono essere superiori per l’energia, per la dignità personale, alle nostre razze d’Occidente.
Queste forse saranno distrutte.
Teocrazia e comunismo.

È grazie al tempo libero che io, in parte, sono cresciuto.
A mio gran detrimento; giacché il tempo libero, senza fortune, aumenta i debiti, e le umiliazioni che provengono dai debiti.
Ma, con mio grande profitto, relativamente alla sensibilità, alla meditazione e alla facoltà del dandysmo e del dilettantismo.
Gli altri uomini di lettere sono, per la più parte, dei vili sgobboni ignorantissimi.


XXXIII

La ragazza degli editori.
La ragazza dei redattori capo.
La ragazza spauracchio, mostro, assassina dell’arte.
La ragazza, ciò che essa è in realtà.

Una sciocchina e una sporcaccioncella; la più grande imbecille unita alla più grande depravazione.
C’è nella ragazza tutta l’abiezione del teppista e del collegiale.

Avviso ai non-comunisti:
Tutto è comune, pure Dio.


XXXIV

Il Francese è un animale da cortile così bene addomesticato che non osa scavalcare alcuna palizzata. Vedere i suoi gusti in arte e in letteratura.

È un animale di razza latina; la spazzatura non gli spiace, nel suo domicilio, e, in letteratura, è scatofago. Va matto per gli escrementi. I letterati da osteria chiamano ciò il suolo gallico.

Bell’esempio della bassezza francese, della nazione che si pretende indipendente prima di tutte le altre.

«Il seguente estratto del bel libro di M. de Vaulabelle [47] sarà sufficiente per dare un’idea dell’impressione che fece l’evasione di Lavalette sulla fazione meno illuminata del partito realista:
(A questo punto è incollato, sul manoscritto, il seguente trafiletto tagliato da un giornale) :
"Il furore realista, in quel momento della seconda Restaurazione, arrivava, per così dire, fino alla follia. La giovane Joséphine de Lavalette riceveva la sua educazione in uno dei principali conventi di Parigi (l’Abbaye-aux-Bois); l’aveva lasciato solo per venire ad abbracciare suo padre. Quando rientrò dopo l’evasione e si conobbe la parte assai modesta ch’ella vi aveva avuta, un immenso clamore si levò contro questa bambina; le religiose e le sue compagne la fuggivano, e un buon numero di genitori dichiararono che avrebbero ritirate le proprie figlie se l’avessero tenuta. Essi non volevano, dicevano, lasciare le loro bambine a contatto con una giovane persona che aveva tenuto un simile comportamento e dato un simile esempio. Quando Mme de Lavalette, sei settimane dopo, la libertà, fu obbligata a riprendersi sua figlia".»


XXXV

Principi e generazioni. – v’è un’eguale ingiustizia nell’attribuire ai principi regnanti i meriti e i vizi del popolo attuale che loro governano.
Questi meriti e questi vizi sono quasi sempre, come la statistica e la logica potrebbero dimostrarlo, attribuibili all’atmosfera del governo precedente.
Louis XIV eredita gli uomini di Louis XIII: gloria. Napoleone I eredita gli uomini della République: gloria. Louis-Philippe eredita gli uomini di Charles X: gloria. Napoleone III eredita gli uomini di Louis-Philippe: disonore.

È sempre il governo precedente che è responsabile dei costumi del seguente, per quanto un governo possa essere responsabile di qualunque cosa.

I tagli bruschi che le circostanze determinano nei regni non permettono che questa legge sia in assoluto esatta, relativamente al tempo. Non si può rimarcare esattamente dove finisce una influenza, ma questa influenza sussisterà in tutta la generazione che l’ha subita nella sua giovinezza.


XXXVI

Dell’odio della gioventù contro i citatori. Il citatore è per loro un nemico.
"Io metterò finanche l’ortografia sotto la mano del boia".
(Théophile Gautier [48]).

Bel ritratto da fare: la canaglia letteraria.

Non dimenticare un ritratto di Forgues [49], il pirata, lo schiumatore delle lettere.

Gusto inamovibile della prostituzione nel cuore dell’uomo, donde nasce il suo orrore della solitudine. – Egli vuole essere due. L’uomo di genio vuole essere uno, dunque solitario.
La gloria, è restare uno, è prostituirsi in un modo particolare.
È questo orrore della solitudine, il bisogno di dimenticare il suo io nella carne esterna, che l’uomo chiama nobilmente bisogno d’amare.

Due belle religioni, immortali sui muri, eterne ossessioni del Popolo: un pene (il phallus antico) e "Vive Barbès![50]" o "Abbasso Philippe!" o "Viva la Repubblica!".


XXXVII

Studiare in tutti i suoi modi, nelle opere della natura e nelle opere dell’uomo, l’universale ed eterna legge della gradazione, del poco a poco, del piano piano, con le forze progressivamente crescenti, come gli interessi composti, in materia di finanza.

Lo stesso vale per l’abilità artistica e letteraria; lo stesso vale per il tesoro variabile della volontà.

La ressa dei letterati da strapazzo, che vediamo ai funerali, mentre distribuiscono strette di mano e si raccomandano alla memoria dei cronisti.
Del funerale degli uomini celebri.

Molière. – La mia opinione su Tartuffe è che non è una commedia, ma un pamphlet. Un ateo, se è semplicemente un uomo ben educato, penserà, a proposito di questa pièce, che non bisogna mai lasciare certe gravi questioni alla canaglia


XXXVIII

Glorificare il culto delle immagini (mia grande, mia unica, mia primitiva passione).

Glorificare il vagabondaggio e ciò che si può definire il bohémianisme. Culto della sensazione moltiplicata e esprimentesi attraverso la musica. Riferirsi a Liszt[51].

Della necessità di battere le donne.
Si può castigare ciò che si ama. Così i bambini. Ma ciò implica il dolore di disprezzare ciò che si ama.

Della cornutaggine e dei cornuti.
Il dolore del cornuto.
Nasce dal suo orgoglio, da un falso ragionamento sull’onore e sulla felicità e da un amore stolidamente stornato da Dio per essere attribuito alle creature.
È sempre l’animale adoratore che sbaglia idolo.

Analisi dell’imbecillità insolente. Clément de Ris e Paul Pérignon [52].


XXXIX

Più l’uomo coltiva le arti, meno gli viene duro. Si produce un divorzio sempre più sensibile tra lo spirito e il bruto.
Solo al bruto gli viene bene duro, e il fottere è il lirismo del popolo.

Fottere, è aspirare a entrare in un altro, e l’artista non esce mai da se stesso.

Ho scordato il nome di quella baldracca... Ah! bah! lo ritroverò al giudizio universale.

La musica dà l’idea dello spazio.
Tutte le arti, più o meno; poiché sono numero e il numero è una traduzione dello spazio.

Volere tutti i giorni essere il più grande degli uomini!

Da bambino, io volevo ora essere papa, ma un papa militare, ora attore.
Godimenti che io traevo da queste due allucinazioni.


XL

Ancora bambino, io ho sentito nel mio cuore due sentimenti contraddittori: l’orrore della vita e l’estasi della vita. È proprio la storia di un infingardo nervoso.

Le nazioni non hanno grandi uomini che loro malgrado.

A proposito dell’attore e dei miei sogni d’infanzia, un capitolo su ciò che costituisce, nell’anima umana, la vocazione dell’attore, la gloria dell’attore, l’arte dell’attore e la sua situazione nel mondo.
La teoria di Legouvé[53]. Legouvé è un burlone freddo, uno Swift, che ha provato se la Francia poteva mandar giù una nuova assurdità?
La sua scelta. Buona nel senso che Samson non è un attore.
Della vera grandezza dei paria.


XLI

Il commercio è, per sua essenza, satanico.
Il commercio, è il prestato-reso, è il prestito con il sottinteso: rendimi più di quello che ti ho dato.
Lo spirito di ogni commerciante è completamente viziato.
Il commercio è naturale, dunque è infame.
Il meno infame di tutti i commercianti, è colui che dice: "Siamo virtuosi per guadagnare molti più soldi degli stupidi che sono viziosi".
Per il commerciante, l’onestà stessa è una speculazione di lucro.
Il commercio è satanico, perché è una delle forme dell’egoismo, e la più bassa, e la più vile.

Quando Gesù Cristo dice: "Beati quelli che sono affamati, perché saranno saziati!", Gesù Cristo fa un calcolo delle probabilità.


XLII

Il mondo cammina solo attraverso il malinteso. È attraverso il malinteso universale che tutti si accordano.
Poiché se, per disgrazia, ci si comprendesse, non ci si potrebbe mai accordare.

L’uomo di spirito, colui che non s’accorderà mai con nessuno, deve applicarsi ad amare la conversazione degli imbecilli e la lettura dei libri cattivi. Ne ricaverà dei godimenti amari che compenseranno largamente la sua fatica.

Un funzionario qualunque, un ministro, un direttore di teatro o di giornale, possono talvolta essere persone stimabili; ma non sono mai divini. Sono persone senza personalità, degli esseri senza originalità, nati per la funzione, ossia per essere la pubblica domesticità.


XLIII

Dio e la sua profondità. – non si può mancare di spirito e cercare in Dio il complice e l’amico che mancano sempre. Dio è l’eterno confidente in questa tragedia in cui ciascuno è l’eroe. Vi sono forse degli usurai e degli assassini che dicono a Dio: "Signore, fate che il mio prossimo affare riesca!" Ma la preghiera di quei villani non guasta l’onore e il piacere della mia.

Ogni idea è, per se stessa, dotata di una vita immortale, come una persona.
Ogni forma creata, persino dall’uomo, è immortale. Giacché la forma è indipendente dalla materia, e non sono le molecole che costituiscono la forma.

Aneddoti relativi a Émile Douay e a Constantin Guys che distruggono o piuttosto credono di distruggere le loro opere.


XLIV

È impossibile scorrere un giornale qualunque, di qualsiasi giorno, o mese, o anno, senza trovarvi, a ogni riga, i segni della perversità umana più spaventosa, all’unisono con le vanterie le più sorprendenti di probità, di bontà, di carità, e le affermazioni più sfacciate, relative al progresso e alla civilizzazione.
Ogni giornale, dalla prima all’ultima riga, non è che un tessuto di orrori. Guerre, crimini, furti, impudicizie, torture, crimini dei principi, crimini delle nazioni, crimini dei singoli, un’ebbrezza d’atrocità universale.
Ed è con questo aperitivo disgustante che l’uomo civilizzato accompagna la sua prima colazione del mattino. Tutto, in questo mondo, trasuda il crimine: il giornale, la muraglia e la faccia dell’uomo.
Io non capisco che una mano possa toccare un giornale senza una convulsione di disgusto.

La forza dell’amuleto dimostrata dalla filosofia. I soldi bucati, i talismani, i ricordi di ciascuno.

Trattato di dinamica morale. Della virtù dei sacramenti.

Dalla mia infanzia, tendenza alla misticità. Mie conversazioni con Dio.

Dell’Ossessione, della Possessione, della Preghiera e della Fede.
Dinamica morale di Gesù.
Renan trova ridicolo che Gesù creda all’onnipotenza, anche materiale, della Preghiera e della Fede.

I sacramenti sono mezzi di codesta dinamica.
Dell’infamia della stampa, grande ostacolo allo sviluppo del Bello.
Bella cospirazione da organizzare per lo sterminio della razza giudaica.
I giudei Bibliotecari e testimoni della Redenzione.


XLV

La forza dell’amuleto dimostrata dalla filosofia. I soldi bucati, i talismani, i ricordi di ciascuno.

Trattato di dinamica morale. Della virtù dei sacramenti.

Dalla mia infanzia, tendenza alla misticità. Mie conversazioni con Dio. 

Dell’Ossessione, della Possessione, della Preghiera e della Fede.
Dinamica morale di Gesù.
Renan trova ridicolo che Gesù creda all’onnipotenza, anche materiale, della Preghiera e della Fede.

I sacramenti sono mezzi di codesta dinamica.
Dell’infamia della stampa, grande ostacolo allo sviluppo del Bello.
Bella cospirazione da organizzare per lo sterminio della razza giudaica.
I giudei Bibliotecari e testimoni della Redenzione. 


XLVI

Tutti gli imbecilli della Borghesia che pronunciano continuamente le parole: immorale, immoralità, moralità nell’arte e altre bestialità mi fanno pensare a Louise Villedieu, puttana da cinque franchi, che accompagnandomi una volta al Louvre, dove non era mai stata, si mise ad arrossire, a coprirsi la faccia, e tirandomi a ogni momento per la manica, mi domandava davanti alle statue e ai quadri immortali come si potesse esporre pubblicamente simili indecenze.

Le foglie di vite di Sor Nieuwerkerke [54].


XLVII

Affinché esistesse la legge del progresso, occorrerebbe che ciascuno volesse crearla ; vale a dire che, quando tutti gli individui s’applicheranno a progredire, allora, l’umanità sarà in progresso.
Questa ipotesi può servire a spiegare l’identità di due idee contraddittorie, libertà e fatalità. - Non solamente ci sarà, in caso di progresso, identità tra la libertà e la fatalità, ma questa identità è sempre esistita. Questa identica à la storia, storia delle nazioni e degli individui.


XLVIII

Sonetto da citare nel Mon coeur mis à nu. Citare ugualmente il pezzo su Roland.

Je songeais cette nuit que Philis revenue,
Belle comme elle était à la clarté du jour,
Voulait que son fantôme encore fît l'amour,
Et que, comme Ixion, j'embrassasse une nue.

Son ombre dans mon lit se glisse toute nue,
Et me dit: "Cher Damon, me voici de retour;
Je n'ai fait qu'embellir en ce triste séjour
Où depuis mon départ le sort m'a retenue.

"Je viens pour rebaiser le plus beau des amants;
Je viens pour remourir dans tes embrassements!"
Alors, quand cette idole eut abusé ma flamme,

Elle me dit: "Adieu! Je m'en vais chez les morts.
Comme tu t'es vanté d'avoir foutu mon corps,
Tu pourras te vanter d'avoir foutu mon âme" [55]
Parnasse satyrique.

Io credo che questo sonetto sia di Maynard. Malassis pretende che sia di Racan.


[1] Questo titolo è preso in prestito dai Marginalia di Edgar Alla Poe.
[2] E. G. sta per Elisa Guerri (in realtà Elisa Neri), il cui soprannome Sisina ha dato il titolo a una lirica de Les Fleurs du Mal.
[3] Théophile Silvestre, critico d’arte, amico di Delacroix, di cui pubblicò gli articoli. Si ignora se Baudelaire si stia riferendo a una commedia vera e propria, molto probabilmente la “commedia” riguarda la denuncia di un atteggiamento opportunistico di Silvestre verso il regime di Napoleone III.
[4] Charles Barbara (1822-1886) scrittore e giornalista. L’episodio del montone non è chiaro.
[5] Paul-Joseph Chevanard (1807-1895) pittore.
[6] Jean Jacques Levaillant, naturalista.
[7] È il pensiero del poeta Thomas Campbell (1778-1844) che Emerson cita nel suo The Conduct of Life, riportato da Baudelaire insieme ad altri estratti della stessa opera in Igiene [VIII].
[8] Anche questa boutade è tratta da The Conduct of Life di Emerson.
[9] Episodio narrato da Jean-Jacques Rousseau ne Confessions.
[10] Émile de Girardin (1806-1881), giornalista, preso più volte di mira da Baudelaire, addirittura in Salon de 1859 I, un articolo sotto forma di saggio pubblicato in tre parti sulla "Revue Française" il 10 giugno, il 1° luglio e il 20 luglio 1859; Baudelaire parla di Girardin come se fosse defunto, quando in realtà era ancora vivo e vegeto..
[11] Per non indurre alcuni lettori a confondere i due personaggi, Robert Houdin qui citato è un illusionista che evidentemente non ha niente a che vedere con il futuro e più celebre collega di origine ungherese Erich Weiss, detto Harry Houdini (1874-1926), non ancora nato all’epoca di questa “missione” datata 1856, che consisteva nello smascherare i trucchi dei maghi algerini per diminuire la loro influenza politica all’interno della colonia francese.
[12] Riferimento al racconto di Edgar Allan Poe The Fall of the House of Usher.
[13] Riferimento alle copie della traduzione di Baudelaire Histoires extraordinaires da Poe, pubblicate da Michel Lévy.
[14] William Wilbeforce Mann collaborò con Baudelaire per la traduzione dall’americano di Poe.
[15] Si suppone si tratti di Nathaniel Parker Willis (1806-1867), critico americano amico di Baudelaire.
[16] La suocera di Poe.
[17] Modista vicina di casa di Jules-Isaac Mirés
[18] Jules-Isaac Mirès (1809-1871) proprietario de "Le Pays", giornale dov’erano state pubblicate le traduzioni di Baudelaire.
[19] Brière de Boismont, medico psichiatra, è autore del libro pubblicato nel 1856 citato da Baudelaire, Del suicidio e della follia-suicidio considerate nei loro rapporti con la statistica, la medicine e la filosofia.
[20] Tutti riferimenti tratti dal libro di Boismont.
[21] Jacques Cazotte (1719-1792), autore del romanzo Le diable amoureux, ivi considerato.
[22] Da questo frammento Baudelaire svilupperà il poema in prosa Le Galant Tireur presente ne Le Spleen de Paris.
[23] Alphonse Rabbe (1786-1829) storico e scrittore.
[24] In italiano nel testo.
[25] Papa Gregorio VII (Ildebrando di Soana) che scomunicò l’imperatore Enrico IV nel 1076, inducendolo per tre giorni ad attendere fuori del castello di Canossa in vista del perdono papale.
[26] Riferimento all’incarico diplomatico che Napoleone III dette al maresciallo Ney al fine di convincere il papa Pio IX a effettuare delle riforme.
[27] Barbey d’Aurevilly (1808-1889) scrittore.
[28] François-René de Châteaubriand (1768-1848), scrittore, di cui Baudelaire cita un brano da Mémoires d’outre-tombe, opera pubblicata postuma nel 1850.
[29] Ralph Waldo Emerson (1803-1882), filosofo americano.
[30] Trad. “I Grandi uomini… non sono stati spacconi e buffoni, ma percepirono il terrore della vita, e si sono fatti coraggio per affrontarlo. ”
"Il Fato altro non è che le azioni commesse in uno stato precedente dell’esistenza."
"Ciò che desideriamo in gioventù ci arriva a cataste nella vecchiaia", troppo spesso affligge l’esaudirsi della nostra preghiera; donde il sommo avviso, che dal momento che siamo sicuri di avere ciò che desideriamo dobbiamo stare attenti a chieder solo cose somme.
L’unica prudenza nella vita è la concentrazione; l’unico male è la dissipazione.
Il poeta Campbell disse che "un uomo aduso al lavoro era abile in ogni impresa che avesse intrapreso, e che, la stessa necessità, non l’ispirazione, era stato il suggeritore della sua musa".
Una decisione deve essere presa nei nostri affari correnti, - la migliore, se possibile; ma una qualsiasi è meglio di nessuna.
Il secondo sostituto del temperamento è l’esercitazione, il potere dell’uso e la routine.
"I più sono resi valenti dall’esercizio piuttosto che dalla natura", disse Democrito.
Mirabeau disse: "Perché dovremmo percepire in noi stessi l’essere uomini, se non per avere successo in ogni cosa, ovunque. Di niente dovete dire: Ciò non è degno di me, né sentire che qualche cosa possa essere al di fuori del vostro potere. Niente è impossibile per l’uomo che può volere. È necessario? Dev’essere. Questa è l’unica Legge del successo".
Acquisiamo la forza che abbiamo ottenuto.
L’eroe è colui che è immutabilmente concentrato.
La principale differenza tra le persone sembra essere, che qualcuno possa essere soggetto a obblighi sui quali si può contare; e un altro no. Dato che chi non ha in sé una legge, non v’è niente che lo possa vincolare.
Se vuoi essere potente, fingi di esserlo.
Sei in cerca di grandi cose? non cercarle.


[IX]

Conduct of life

- I grandi uomini non sono stati […] per somme cose.
- il suo cuore (era) il trono del volere.
- La vita è cercare il potere.
- Nessuna ricerca onesta resterà non ricompensata.
- Dobbiamo considerare il successo aune tratto costituzionale.
- L’unica prudenza […] della sua musa.
- Una decisione […] disse Democrito.
- Il denaro è un altro sangue.
- Mirabeau disse […] immutabilmente concentrato.
- Le vostre teorie e progetti di vita sono buoni e commendevoli; - ma ne rimarrete fedeli?
- Se […] potente. 
[31] Il 15 maggio 1848 presa di posizione all’Assemblea Nazionale da parte dei repubblicani oltranzisti a favore della Polonia invasa dalla Russia.
[32] La principessa Metternich viene citata ed elogiata da Baudelaire in Encore quelque mot (in Richard Wagner et “Tannhäuser” à Paris).
[33] Athanase-Louis Clément de Ris (1820-1882), critico d’arte.
[34] Jules-Antoine Castagnary (1830-1888), altro critico d’arte.
[35] George Sand, pseudonimo di Amandine-Lucie-Aurore Dupin (1804-1876), scrittrice.
[36] È il famoso “stile fluido”.
[37] Claudio Eliano (170ca-235ca), sofista e poligrafo romano. 
[38] Émile Durandeau, caricaturista, fece un disegno irridente di Baudelaire, ritratto spaventato dalle proprie visioni notturne.
[39] Alfred Darjou è un altro caricaturista.
[40] Jean-Baptiste Nacquart (1776-1853), medico di Balzac; Nacquart figlio fu tra i giudici al processo del 1857 contro Les Fleurs du Mal.
[41] Damiens il 5 gennaio 1757 attentò alla vita di Luigi XV e venne giustiziato tramite squartamento. 
[42] Joseph Ernest Renan (1823-1892), scrittore, autore della celeberrima Vie de Jésus (1863).
[43] Ernest Feydeau (1821-1873), scrittore.
[44] Octave Feuillet (1821-1890), scrittore.
[45] Aurélien Scholl (1833-1902), giornalista e scrittore.
[46] Nadar pseudonimo di Félix Tournachon (1820-1910), il famoso fotografo.
[47] Achille Tenaille de Vaulabelle (1799-1879), storico, giornalista. Il brano è tratto dalla Histoire de deux Restaurations (1844-1857).
[48] Théophile Gautier (1811-1872), scrittore a cui Baudelaire dedica Les Fleurs du Mal. 
[49] Émile Daurand Forgues, scrittore, traduttore.
[50] Armand Barbés (1809-1870), uomo politico avverso a Luigi Filippo d’Orléans e poi a Napoleone III, nel 1839 fu condannato a morte e salvato dall’intervento di Victor Hugo.
[51] Franz Liszt (1811-1886), famoso musicista, genero di Wagner.
[52] Paul Pérignon nel 1844 fece parte del consiglio di famiglia che decise di mettere sotto tutela Baudelaire.
[53] Ernest Legouvé (1807-1903), scrittore, drammaturgo.
[54] Alfred Emilien, conte di Nieuwerkerke (1811-1892), scultore, fu nominato da Napoleone III soprintendente alle Belle Arti. 
[55] Trad. “Stanotte io sognavo che Philis ritornata,/ bella com’era al diurno chiarore,/ voleva che il suo spettro facesse ancora l’amore/ e che, come Issione, io baciassi una nube.// La sua ombra scivola tutta nuda nel mio letto, / e mi dice: "Caro Damone, eccomi di ritorno;/ non ho fatto che abbellirmi in questo triste soggiorno/ dove dopo la mia morte la sorte m’ha stretto.// Vengo per riamare il più bello degli amanti;/ vengo per morire ancora nei tuoi congiungimenti!"/ Allora, quando quell’idolo ebbe abusato la mia fiamma,// lei mi disse:"Addio! me ne vado tra i morti./ Tu che ti sei vantato d’aver fottuto il mio corpo,/ ti potrai vantare d’aver fottuto la mia anima"”