domenica 9 ottobre 2022

STANCHEZZA DELL'INTELLIGENZA Estratto da "Il libro dell'inquietudine" Fernando Pessoa


STANCHEZZA DELL'INTELLIGENZA

Estratto da  "Il libro dell'inquietudine"

Fernando Pessoa

[...] Esiste una stanchezza dell'intelligenza astratta ed è la più terribile delle stanchezze. Non è pesante come la stanchezza del corpo, e non è inquieta come la stanchezza dell'emozione. È un peso della consapevolezza del mondo, una impossibilità di respirare con l'anima.

Allora, come se il vento vi soffiasse contro e fossero nuvole, ogni idea con la quale abbiamo sentito la vita, ogni grandioso progetto su cui abbiamo fondato la speranza di continuare a vivere, si lacera, si disperde, si allontana, ormai cenere e nebbia, straccio di ciò che non è stato né avrebbe potuto essere. E dietro alla sconfitta nasce, pura, la solitudine nera e implacabile del cielo deserto e stellato.

  Il mistero della vita ci addolora e ci spaventa in molte maniere. A volte ci viene addosso come un fantasma informe e l’anima trema per la paura più tremenda: l’incarnazione deforme del non-essere. Altre volte, rimane alle nostre spalle e lo vediamo solo quando ci voltiamo a guardare, ed è la verità tutta intera nel suo profondissimo orrore di non poterla conoscere mai.

  Ma questo orrore che oggi mi annichilisce è specialmente notturno. È un desiderio di non pensare, un desiderio di non essere mai stato nulla, una disperazione cosciente di ogni cellula del corpo e dell’anima. È la sensazione improvvisa di essere imprigionato in una cella infinita. Pensare di fuggire dove, se la stessa cella è il Tutto?

  E allora mi coglie il desiderio dilagante, assurdo, come una specie di Satanismo precedente a Satana, che un giorno – un giorno senza tempo né sostanza – si riesca a trovare il modo di evadere da Dio e che, non so come, il più profondo tra noi cessi di far parte dell’essere e del non-essere.