martedì 6 febbraio 2018




POESIA? MA DI CHE SI TRATTA
Alfonso Berardinelli, Hans Magnus Enzensberger 
"Che noia la poesia"
Einaudi 
Estratto (pp. 126-127):

«Poesie, va bene. Ma di che si tratta? In fondo non lo sanno neppure gli autori che le scrivono. Le definizioni teoriche, tutte interessanti, alla fine non soddisfano. Fanno sempre l’impressione di complesse e ingegnose giustificazioni. A volte giustificazioni che sono richieste: i poeti infatti sembrano sempre un po’ inutili, devono giustificarsi davanti a qualche tribunale pubblico, che può avere diversi nomi, come Bene dell’Umanità, Società Giusta, Ragione, Scienza, Progresso, Vita Attiva, Salute Morale, Senso Pratico o Salvezza dell’Anima. Ma succede anche che le giustificazioni e le definizioni in termini di filosofia dell’arte (Estetica) o in termini di scienza del linguaggio (Teoria del Testo) non siano state richieste da nessuno, siano piuttosto ingombranti, molto complesse e nello stesso tempo così rigide da inibire e nevrotizzare i lettori. E’ successo negli ultimi decenni che  il Che cos’è la Poesia e il Come si analizza un Testo Poetico abbiano assorbito tutta l’attenzione e tutte le energie. Fino al punto che sembra più importante entrare in possesso di un’idea della poesia o di una tecnica di analisi, che mettersi a leggere per il gusto o la curiosità di leggere. Si diffida delle poesie, di per sé assai innocue. E invece sarebbe più prudente diffidare di chi vuole darci ordini su cosa farne e su come usarle, che cosa pensare mentre le leggiamo e come definirne strutture, procedimenti, artifici e funzioni. Ho nominato il grande tema: Tradizione e Innovazione. E’ anche difficile capire se la poesia sia il più tradizionale e conservatore dei generi letterari, il più legato alle sue origini [...] O se invece la poesia sia il modo di scrivere più diretto, facile, istintivo, confuso e irragionevole, ma anche epigrafico, telegrafico, incisivo e semplice da ricordare. In tempi di fretta e di velocità, scrivere poesie sembrerebbe la migliore scorciatoia per arrivare a farsi leggere. Io l’ho sempre creduto e in fondo lo credo ancora».