mercoledì 7 febbraio 2018

RAZZISMO IMMAGINARIO
"Un racisme imaginaire" di Pascal Bruckner (Gasset)  Ogni mattino nasce un nuovo razzismo....Per arricchire il pensiero progressista.
Ma non è altro che un "razzismo dell'antirazzismo". Scrive Bruckner: "L'antiracisme, pareil à l'humanitaire, est un marché en pleine expansion où chaque groupe, pour exister, doit exciper d'une blessure qui le singularise"
L'autore afferma che la "classe intellettuale" in ultima analisi, giustifica la propria sottomissione . Il problema che si pone è in effetti centrale: "Comment une société en vient-elle à célébrer ceux qui veulent la détruire? Par la manipulation symbolique des hécatombes, par un syndrome de Stockholm reformulé en termes de subversion". L'exemple qu'il donne à l'appui de ce jugement fait froid dans le dos: en mai 2016, un collectif d'artistes danois tenta d'organiser une exposition intitulée "Martyrs", à Copenhague, pour y mettre à l'honneur les frères El Bakraoui, kamikazes des attentats de Bruxelles..."

Ciò che Pascal Bruckner denuncia in queste pagine, è un devastante (ravageur) islamo-sinistrismo che offre legittimità alla barbarie dall'odio verso l'Occidente e il capitalismo. Gli autori delle stragi sarebbero infatti vittime del brutale imperialismo americano ed europeo. Questa cultura "delle scuse" sempre e comunque, non rivela altro che una forma di disprezzo per le persone che rifiutano di considerare noi come coscienze libere e responsabili. Si evidenzia inoltre come il vero razzismo ora si nasconde dietro le parole di antirazzismo, a partire da un violento antisemitismo.