mercoledì 27 novembre 2019


LA ROTTA DEL PO
Estratto da Riccardo Bacchelli “Il mulino del Po.” Mondadori

" ..la campagna sembrava più stupita che atterrita ..." “Vedeva il fiume circondare una casa di contro la rotta, i contadini sbucare dal comignolo sul tetto, come formiche da un formicaio. Un rombo cupo, simile a tuono in distanza, ma vicino invece e continuo, che pareva espresso dalla terra, da cateratte profondate sotto i piedi, intronava l'aria, sommesso e terribile. Tremava l'aria, tremava il suolo. La campagna sembrava più stupita che atterrita, immota come nelle angosciose calme di vento che precedono il temporale. Si levava voce umana dai campi e dalle case e dalle aie, e correva, correva nella calma pomeridiana ancor più ignara che allibita:
- L'acqua, l'acqua, - gridavano, - la vien l'acqua, la vien! Ma questo, più che di paura, pareva un avviso, un grido di mestiere, come quando il minatore avverte che ha dato fuoco alla miccia, perché gli altri si riparino. Era l'ora della stagione già calda e laboriosa, in cui i contadini prendon un po' di riposo diurno. Dall'alto dell'argine l'occhio penetrava abbastanza lontano in campagna, per scorgere altri tetti subitamente gremiti d'uomini e donne coi bimbi piccoli in collo; e stradelli e cavedagne incassate, dove l'acqua andava fervida a snidare genti e bestie che le fuggivano innanzi a rotta di collo, col torrente alle calcagna. E dileguavano nell'acqua le opere campestri sommerse, mentre altri uomini, sorpresi dallo straripare dei fossi, sguazzavano nelle fette lavorate, già impantanate. E si scorgeva qualcuno, solitario o in piccola compagnia, che rifugiato su qualche rilievo del terreno e sui sentieri degli arginelli o sugli alberi, faceva gesti di disperato, scorgendosi imprigionato d'ogni parte, coll'acqua che cresceva intorno inesorabile. L'occhio del riguardante, da essa abbagliato, cercava gli umani quasi affascinato da una curiosità crudele. Ma dalla bocca dello squarcio della coronella, larga, la corrente non precipitava a cascata, anzi fluiva rapida e uguale, volava, sotto gli occhi di chi se la scorgeva ai piedi dal tetto della casa, ch'era stata la prima investita."

Riccardo Bacchelli “Il mulino del Po.” Mondadori