venerdì 21 agosto 2026

PAROLE INSERVIBILI? Ricordi Una discussione su Fb 24 gennaio 2018 (Paolo Bolzani, Fabio Noto, Severina Alberti, Albertina Nessi, Nicola Forte)



PAROLE INSERVIBILI?
Ricordi 
Una discussione su Fb
24 gennaio 2018
(Paolo Bolzani, Fabio Noto, Severina Alberti, Albertina Nessi, Nicola Forte)

 Paolo Bolzani
Mai abbiamo, come adesso, avuto tra le mani strumenti diventati  così inservibili. Ci confrontiamo con parole che se pronunciate ci si ritorcono contro: politica, sinistra, partiti, etc. Erano parole piene di contenuti e di visione sul futuro. Ma si sono scontrate con  la realtà, svuotate dal disuso o dal cattivo uso. Poi ci sono parole che si stanno svuotando a causa della inazione, come "cambiamento" , mentre altre sembrano venire sfaldate  dai fatti, come "democrazia". È questo il lessico che ogni giorno ci sembra non servire più a niente. 
Ma occorre dare significato alla parola "rincominciare"

Fabio Noto
Ma, quale sarebbe quell'inizio da cui voler ripartire? Il Big-Bang? L'antica Mesopotamia? Il grande Egitto? Il Medioevo francese o arabo? Il Rinascimento italico? Il Congresso di Vienna?
O, più prosaicamente, la nostra gioventù?

Albertina Nessi
Cambiamento é una delle parole più abusate dai politici, così come ricominciare.  È da quando sono nata che sento parlare di cambiamento e rinascita. Il vento é cambiato..avanti tutta...si ricomincia...ecc ecc..i risultati sono davanti agli occhi di tutti noi. Viviamo in un'epoca involuta, attorcigliata su se stessa,appiccicata ai suoi cliché, costi quel che costi. Prima di parlare,politici e non,si chiedono se sono in linea con le suggestioni del momento. Sembra questa l'unica preoccupazione. L'aria del rinnovamento, per ora, è ben lontana. Anche perché le finestre sono chiuse sulla solita aria viziata.

Severina Alberti
Fabio, credo che il post volesse far riflettere sulla doppia relazione fra le 'parole' e le 'cose' da esse significate. E' nato prima il big ben o il suo nome? prima la 'democrazia' come sistema per rappresentare e governare o prima la parola? Forse quando viene a mancare la 'cosa' perché ormai insignificante anche la parola diventa un impaccio un corpo morto. 
Ricominciare non è solo continuare... mantenendo il vecchio ormai esaurito magari riciclandolo... ricominciare vuol dire mettere via, conservando tutto il positivo del passato e fare un salto verso l'ignoto... insomma staccare quel cordone ombelicale che ci lega al passato senza 'tradire' nessuna idea... ricominciare da capo e basta. dopo una guerra si ricomincia da capo, senza dimenticare la guerra... così dopo una tempesta... ma bisogna pur ricominciare senza farci tiranneggiare dalle parole...

Fabio Noto
Copio e incollo dalla bacheca di un'amica:
"Certo è strano non abitar più la terra, non usar più di costumi appena imparati, a rose e a cose diverse che sono chiara promessa non dare più il senso di umano futuro; 
ciò che si era in tanto trepide mani non esserlo più, e abbandonare anche il nome come un  giocattolo rotto." dalla "Prima elegia", di Rayner Maria Rilke
Nicola Forte
"Ricominciare" richiama la parola "cambiamento" che insieme a "democrazia" darebbero nuovo slancio all'azione del ri-cominciare. Ma se la prima non porta alcuna azione e l'altra si scioglie come neve al sole, come potremo dar peso e significato al "ricominciare"? Amletico dilemma!