"Nuovo mutamento della sfera pubblica e politica deliberativa" (A New Structural Transformation of the Public Sphere and Deliberative Politics - 2023)
Jurgen Habermas
Recensione
P.b.
Habermas è un pensatore che ha affrontato temi di grande rilevanza attuale. Perché oggi tanti dibattiti pubblici sembrano “impossibili”??: perché non rispettano più le condizioni del discorso ideale. Habermas ci ricorda che la razionalità non è morta… è solo che spesso non la pratichiamo. È un’analisi che lui stesso ha aggiornato fino agli ultimi anni, soprattutto nel libro
"Nuovo mutamento della sfera pubblica e politica deliberativa" (A New Structural Transformation of the Public Sphere and Deliberative Politics - 2023), dove descrive come i social media stiano disintegrando la sfera pubblica democratica. I dibattiti sembrano impossibili non perché gli esseri umani siano diventati stupidi o cattivi, ma perché le condizioni istituzionali e tecnologiche premiano il contrario dell’etica del discorso. Habermas ci dice: non è inevitabile. Possiamo ricostruire la sfera pubblica – ma serve volontà politica e culturale.
Nel libro del 2023 (i meccanismi concreti della “disintegrazione”)
Habermas non è un luddista anti-tech: riconosce che all’inizio i social media sembravano emancipatori (maggiore inclusione, voci dal basso). Ma poi il “nuovo strutturale cambiamento” ha prodotto tre effetti letali:
Frammentazione in “bolle semi-pubbliche” invece di una sfera unica
Gli algoritmi non favoriscono l’incontro tra diversi, ma l’omofilia (simile con simile). Nascono migliaia di mini-sfere che non si parlano: una bolla pro-Palestina, una pro-Israele, una MAGA, una woke. Risultato: non c’è più “discorso” comune, ma solo monologhi paralleli. La “situazione discorsiva ideale” (inclusione paritaria) viene sabotata alla radice.
Coercizione invisibile dell’economia dell’attenzione + capitalismo di piattaforma
Decide solo “la forza del migliore argomento”? No: decide chi genera più engagement (indignazione, paura, meme).
Sincerità? No: performative outrage, bot, deepfake, account fake.
Orientamento all’intesa? No: orientamento al successo (like, follower, click, donazioni, potere politico).
Habermas lo chiama “colonizzazione del mondo vitale da parte del sistema” 2.0: denaro (Meta, X, TikTok) e potere (algoritmi opachi) invadono lo spazio della comunicazione libera.
Crisi del gatekeeping e della verifica fattuale
Nel 1962 Habermas lodava i media tradizionali (giornali, TV) come “filtri” che elevavano il dibattito. Oggi i social li hanno sostituiti con un “pubblico senza gatekeeper” in cui chiunque può pubblicare, ma nessuno è tenuto a rispondere razionalmente. Le pretese di validità (verità, correttezza, sincerità) diventano opzionali. Esempio perfetto: i “like” della moglie di Mamdani diventano virali prima ancora che si possa discutere i fatti, le intenzioni, le conseguenze – e il dibattito si chiude in insulti (“è privato!” vs “è scandaloso!”) invece di aprirsi.
Ecco perché tanti dibattiti su Israele/Gaza, genere, immigrazione, vaccini, elezioni sembrano bloccati: non violano solo le regole della cortesia, violano le presupposizioni trascendentali del discorso stesso. Chi partecipa sa già che non c’è parità, non c’è libertà da coercizione, non c’è ricerca sincera di consenso. Quindi o si urla, o si esce, o si resta nella propria bolla.
"Nuovo mutamento della sfera pubblica e politica deliberativa"
Ecco una selezione di estratti essenziali dal libro "Nuovo mutamento della sfera pubblica e politica deliberativa" di Jürgen Habermas
Questi sono i passaggi più rappresentativi e “essenziali” che Habermas stesso considera centrali (riprodotti verbatim dall’edizione italiana).
1. Definizione aggiornata della sfera pubblica (pp. 4-5)
«Una struttura funzionalmente differenziata delle società moderne, collocata tra la società civile e il sistema politico» avente fondamentalmente il compito di una «integrazione politica dei cittadini» che assicuri la sussistenza del sistema democratico stesso attraverso un confronto discorsivo dei cittadini e delle loro ragioni.
«Il progresso tecnologico della comunicazione digitalizzata promuove la tendenza alla dissoluzione dei confini oltreché la frammentazione della sfera pubblica» (p. 5).
2. La cesura storica dei media digitali (p. 41)
«Non si tratta infatti di una semplice espansione dell’offerta mediatica, ma dell’introduzione di una cesura nella storia dell’umanità, paragonabile all’introduzione della stampa».
3. Migrazione della morale nei diritti e progetto moderno incompiuto (pp. 9-10)
«… la sostanza della morale basata sulla ragione viene a migrare nel medium del diritto costituzionale costrittivo, costituito dai diritti soggettivi!»
I «contenuti ancora insaturi» (p. 10) dei diritti ci restituiscono alla questione del moderno come progetto incompiuto.
4. Funzione razionalizzante e formazione dell’opinione (pp. 13-14, 19, 25)
«Quello di ricostruire razionalmente tali principi [di un ordinamento giusto] a partire dalle aspettative intuitive dei cittadini» (p. 13).
La sfera pubblica «esplicita la coscienza implicita nella massa dei cittadini che partecipano alla vita politica» e arriva così parimenti a «plasmare la loro autocomprensione normativa» (p. 14).
«La forza razionalizzante» (p. 25) della sfera pubblica.
«Il contributo della sfera pubblica politica alla formazione democratica dell’opinione e della volontà è limitato perché, di regola, lì non vengono prese decisioni collettivamente vincolanti» (p. 19).
5. Effetto dei social media: scomparsa della distinzione pubblico/privato e sfera semipubblica (pp. 64-66)
«A seguito di un uso più o meno esclusivo dei social media da alcune parti della popolazione, la percezione della sfera pubblica potrebbe essere cambiata in modo tale da far svanire la distinzione tra “pubblico” e “privato” e quindi il senso inclusivo della sfera pubblica» (p. 64).
«Sfera semipubblica» (p. 66) – i messaggi creati nella privatezza sono rivolti a un pubblico potenzialmente illimitato.
6. Crisi della democrazia deliberativa (p. 69)
«Un sistema democratico è compromesso nel suo complesso quando l’infrastruttura della sfera pubblica non è più in grado di dirigere l’attenzione dei cittadini su questioni rilevanti, necessarie di decisioni, e non è più in grado di garantire la formazione di opinioni pubbliche concorrenti, cioè qualitativamente filtrate».
7. Proposta normativa conclusiva – imperativo costituzionale sui media (p. 71)
I prodotti delle piattaforme di comunicazione digitale «non dovrebbero essere soggetti agli standard qualitativi delle merci, bensì agli standard cognitivi dei giudizi, senza i quali non può esistere per noi né l’oggettività del mondo dei dati di fatto né l’identità e la comunanza del nostro mondo condiviso intersoggettivamente».
«È un imperativo costituzionale mantenere una struttura mediatica che permetta il carattere inclusivo della sfera pubblica e un carattere deliberativo per la formazione dell’opinione e della volontà pubblica».
8. Distinzione innovativa introdotta (citata nell’Avvenire 13/5/2024 come “ampio estratto” dal saggio centrale)
Habermas propone per la prima volta la distinzione tra «cittadino dello Stato» (Staatsbürger) e «cittadino della società» (Gesellschaftsbürger), per sottolineare il ruolo attivo della società civile nella formazione deliberativa dell’opinione oltre la mera cittadinanza formale.
