giovedì 26 marzo 2026

PARIS TÉHÉRAN LE GRAND DEVOILEMENT Emmanuel Razavi Jean-Marie Montali

 


PARIS TÉHÉRAN LE GRAND DEVOILEMENT

Emmanuel Razavi Jean-Marie Montali

50 ans de falsifications françaises sur l'Iran La vérité sur hier, aujourd'hui et demain

Recensione

In un contesto di tensioni regionali (nucleare iraniano, proxy come Hezbollah e Houthi, proteste interne represse), il libro aiuta a capire perché molte analisi occidentali sull’Iran risultino superficiali o fuorvianti

Il libro di Razavi e Montali si inserisce in una tradizione di inchieste “revisioniste” sulla Rivoluzione iraniana, che contestano la narrazione dominante secondo cui il crollo dello Scià sarebbe stato un moto popolare inevitabile e “progressista”. Gli autori, giornalisti specializzati nel Medio Oriente (Razavi ha già scritto sulla “faccia nascosta dei mollah”, Montali sull’Afghanistan), puntano il dito su un accecamento ideologico francese particolarmente marcato: da una parte una sinistra intellettuale affascinata dal “terzomondismo” e dall’anti-americanismo, dall’altra una diplomazia pragmatica (o ambigua) che ha spesso privilegiato il dialogo con Teheran.

L’abbondanza di testimonianze dirette e documenti inediti rende l’opera credibile e “implacabile”, come la definiscono varie recensioni.

Il coraggio di riabilitare parzialmente la figura dello Scià (modernizzatore, alleato dell’Occidente, ma certo non un democratico perfetto) e di denunciare le responsabilità di intellettuali di prestigio come Foucault, spesso celebrati senza critica.

Riassunto del libro

«Paris-Téhéran, le grand dévoilement – 50 ans de falsifications françaises sur l’Iran. La vérité sur hier, aujourd’hui et demain» di Emmanuel Razavi e Jean-Marie Montali (Éditions du Cerf, uscito nel marzo 2026) è un’inchiesta giornalistica approfondita che ricostruisce mezzo secolo di relazioni tra Francia e Iran, con un focus critico sulle narrazioni distorte che hanno caratterizzato la percezione francese (e più ampiamente occidentale) della Rivoluzione islamica del 1979 e del regime dei mollah.

Il libro smaschera l’ayatollah Khomeini, rivelando le mistificazioni, le collusioni e le strategie che hanno permesso la sua ascesa al potere e l’instaurazione di una tirannia teocratica. Gli autori utilizzano archivi, testimonianze esclusive e interviste dirette, dando voce a figure chiave come l’Imperatrice Farah Pahlavi, ai collaboratori dello Scià Mohammad Reza Pahlavi, a testimoni occidentali dell’epoca, ma anche a dissidenti interni al regime come Mohsen Sazegara (fondatore dei Guardiani della Rivoluzione) e altri oppositori di spicco della Repubblica Islamica.

Tra i temi centrali:

La disinformazione e diffamazione sistematica contro lo Scià Mohammad Reza Pahlavi, dipinto come un despota mentre il regime khomeinista veniva romanticizzato.

Il ruolo di manipolazioni esterne: dal KGB sovietico all’OLP palestinese, passando per le reti delle internazionali progressiste e islamiste.

I “relais” francesi: intellettuali di sinistra (eredi di Jean-Paul Sartre e soprattutto Michel Foucault), che negli anni ’70-’80 hanno idealizzato Khomeini come figura rivoluzionaria anti-imperialista, ignorando o minimizzando i suoi scritti sul disprezzo per la democrazia, i diritti delle donne e degli omosessuali. Khomeini, in esilio in Francia (a Neauphle-le-Château), avrebbe pronunciato discorsi moderati per il pubblico occidentale mentre preparava un regime autoritario.

La persistenza di queste falsificazioni fino a oggi: analisti e media che riducono le proteste iraniane a mere questioni economiche (“potere d’acquisto”), ignorando la natura ideologica e repressiva del regime.

Nella parte finale, il libro guarda al futuro: mappa le opposizioni al regime dei mollah (mostrando un fronte più unito di quanto si dica), analizza le linee di forza dell’Iran di domani e presenta in modo inedito il progetto del Principe Reza Pahlavi per una transizione democratica verso un Iran libero.

In sintesi, si tratta di un “libro-choc” che intende cambiare radicalmente lo sguardo sul Medio Oriente, denunciando come l’ideologia abbia distorto l’informazione e la diplomazia francese nei confronti dell’Iran per mezzo secolo.af8f9a