martedì 24 marzo 2020


CRONACHE DALLA QUARANTENA 
13a Puntata
Adria Bartolich

Mettiamola così, il fatto di condurre vita ritirata e sedentaria  consente di osservare megliol’ambiente circostante. Qualcosa sul genere “ La finestra sul cortile“ di  Alfred Hitchcock in cui il protagonista , un fotoreporter che si rompe la gamba è costretto a stare seduto su di una sedia a rotelle e osserva i comportamenti dei suoi vicini di casa stando per ore alla finestra che dà sul un cortile .  Un fantastico James Stewart, nel ruolo del fotoreporter ,  armato di binocolo e macchina fotografica , osserva tutto e alla fine si convince che in uno degli appartamenti è stato commesso un delitto.  Qui nessun delitto, naturalmente. E neanche Grace Kelly vaganti, purtroppo per voi di genere maschile. 
Però il  cambio repentino di vita lo costringe all’ immobilità e niente come l’immobilità ci mette   di fronte alle nostra vera natura. Chi siamo senza gli altri e privi delle  distrazioni  mondo esterno? Certo il fatto di potere comunicare tramite una serie di mezzi con il resto del mondo attutisce , e molto, l’impatto con la solitudine; oppure quello con  le relazioni difficili che a volte regolano la convivenza, però è un fatto che probabilmente nessuno di noi,  dico uomini e donne “normali “ e in discreta salute  ( no carcerati, suore di clausura, frati , santoni , ammalati  o degenti ecc  ) tranne qualche  persona anziana che ha vissuto la guerra , è mai stato chiuso o isolato  per un periodo così lungo.  L’isolamento produce reazioni diverse  e ci  costringe a fare i conti con noi  stessi , ma anche ad osservare, come in un film , i comportamenti altrui, pure se non  se ne ha voglia e si é comunque occupati  a fare delle cose.  Sono in fase di smart working , mi occupo delle faccende quotidiane di casa e non ho per nulla una natura pettegola. L’erede , che all’ età di otto anni voleva  svolgere l’inquietante  professione del  paparazzo, si lamenta perchè con me non c’è gusto a fare gossip. Ed è vero . Il gossip non mi piace, così  come non mi piacciono i pettegoli , mentre amo osservare le persone e capirne i comportamenti.  Non so cosa succeda negli appartamenti o nelle case in questo periodo.  In alcune,  temo, disastri . Niente come la convivenza forzata produce attriti e conflitti. In altre probabilmente  ravvicinamenti . Speriamo  prevalgano i secondi . Per qualcuno il lavoro è il solo ambito di relazione  di cui dispone. Oltre ai colleghi il nulla. In altri casi ancora, la sedentarietà, esalta caratteristiche che lo sfogo esterno, normalmente stempera. Cosa ne sarà dei poveri giardini in questo periodo ?  Leoni in gabbia si occupano di loro 14 ore  al giorno. Inarrestabili. Potano, tagliano, pelano , scavano, riempiono, si  occupano di  pezzi di terra di qualche decina di metri quadri  con un attivismo che sarebbe   eccessivo  perfino per  Villa Carlotta.  I poveri giardini  sono ridotti a fare la versione bonsai  di quelli della Reggia di Caserta . Un aiuoletta di qui, un nanetto di là , un vasetto di qui , una siepetta di là. Maschi indomiti  che vanno e vengono dalle discariche e dai lavaggi per le macchine ogni sabato e domenica  hanno perfino  tentato di continuare  a farlo, considerando la discarica come un ‘attività essenziale. Solo  che sono state chiuse , ormai erano un luogo di socializzazione al pari di un bar.  Li ho visti increduli , costoro,  tornare in depressione dalla discarica chiusa e non ammettere la sconfitta abbandonando le frasche su terreni altrui.  Le donne dentro casa a fare altrettanto , bucatino di qui, lavatina di là , vetri di sù , piastrelle di giù. Non un film, non un libro , non  mezz’ora di chiacchierata su un argomento qualsiasi ; il tempo mancante su internet al cellulare.  E i tanti figli unici  fare altrettanto , senza  corsi e palestre e la scuola solo  on line. Li ho visti ordinare pacchetti che i poveri trasportatori  consegnano terrorizzati , praticamente  gettandoli oltre i cancelli . Il  rispetto   degli altri dov'è  ? Ma non si fermano, Poi ci sono gli esternisti . Quelli che all ’isolamento non si rassegnano manco morti e pretendono di governare il mondo dalla loro postazione di lavoro o dal PC di casa. Controllano , chiamano, mandano mail  sentendosi come il quartier generale della NASA. L’illusione del controllo è la più grande malattia dell’uomo moderno. Poi arriva un virus e capisci che non controlli neanche te stesso , anzi , soprattutto te stesso.
Infine ci sono i bucolico/ pastoral /contemplativo : la sottoscritta. Mai avuto un periodo così rilassante : lavoro senza stress, mangio , bevo , ascolto  musica , chiacchiero con l’erede quando finisce di studiare, pastrugno il cagnetto , cucino ,leggo, lavoro in giardino con moderazione  e osservo con ammirazione  le fioriture primaverili.  Prove tecniche di pensione.  C’è di peggio. 
Stare a Brescia o a Bergamo  per esempio. Stare in casa non ci costa molto . Certo non tutti vivono nelle stesse condizioni Però facciamolo senza rognare. 
I dati generali stanno migliorando, non è poi un grande sacrificio se serve a contenere l'epidemia e salvare vite umane.